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110 e frode Regia:
Bruce McCulloch
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fare per racimolare 30000 dollari con cui pagare gli studi alla propria
nipote se quella stessa cifra, faticosamente raggiunta, serve a John per
sposare finalmente Elaine? L'amico Duff propone la strada del crimine suggerendo
una serie di improbabili rapine. Di qui il solito susseguirsi di situazioni
paradossali ed equivoci secondo i canoni prestabiliti del cinema americano
che neanche un format televisivo! Perché un filmetto come questo sia riuscito ad arrivare nelle nostre sale è un mistero che resterà quasi certamente insoluto. Una commedia che somiglia più ad un episodio di una qualsiasi sitcom americana, senza alcun guizzo, in bilico tra il demenziale (in cui purtroppo non sfocia quasi mai, almeno qualche risata l'avrebbe forse regalata), ed uno smielato romanticismo (in cui invece a tratti cade). Film piatto la cui visione lascia distaccati, molto poco divertente anche se non noioso. Insomma un'opera che lascia sostanzialmente indifferenti, scivola via velocemente senza colpo ferire. Dalla sua un ritmo piuttosto vivace che ci evita, come detto, la noia, ed un protagonista (Lee) che sembra pensare continuamente "Ma che c'entro io in questo film?" dando l'impressione di essere come trattenuto in un ruolo ed un film sbagliati per lui. Anche il suo compagno (Green) di sventure si salva regalandoci qualche momento di pura follia. Il povero Chris Penn si fa vedere in un cameo non certo alla sua altezza. Chicca per i gli amanti del cinema d'arti marziali (ma quello americano anni '80, non certo quello di Hong Kong) la comparsata di pochi secondi di Don "The Dragon" Wilson, campione di Kickboxing interprete di mediocri action movies di serie Z, che si esibisce, ovviamente, in una mossa di karate. Andrea Leggeri
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