5 X 2

Regia: François Ozon
Sceneggiatura: François Ozon, Emmanuèle Bernheim
Cast: Valeria Bruni Tedeschi, Stéphane Freisa, Géraldine Pailhas, Françoise Fabian, Michael Lonsdale, Antoine Chappey, Jean-Pol Brissart, Jason Tavassoli
Montaggio: Monica Coleman
Fotografia: Yorick Le Saux
Musica: Philippe Rombi
Distribuzione: Lucky Red
Paese: Francia
Anno: 2004
Durata: 90’

 

5 X 2. Cinque episodi per due persone. Scanditi da altrettante canzoni italiane doc. Cinque momenti nella vita di una coppia. A partire da oggi fino ad arrivare a ritroso a ieri. Un processo inverso per parlare d’amore. Inizia dalla fine. La fine del rapporto (la coppia è davanti al giudice per divorziare) per risalire fino al loro primo incontro. Attraverso altri tre momenti cruciali: la cena tra amici, la nascita del figlio e il matrimonio.
Ozon dice di essersi ispirato al film per la tv di Jane Campion, “Two friends”, in cui due amiche, seguendo questo stesso procedimento narrativo al rovescio, raccontano il loro rapporto.
“ 5X2” comincia bruscamente con la rottura della coppia e a poco a poco l’incompatibilità che si riscontra immediatamente (e che si deduce abbia causato la fine dell’amore) si affievolisce e progressivamente si assiste alla nascita dell’amore, finendo quasi per dimenticare che i due in realtà sono destinati a separarsi per sempre. Nella struttura ricorda forse il tremendo “Irreversibile” di Noé ma in questo caso non è un evento esterno e dilaniante a causare la fine di tutto, ma ci sono molteplici e ben più complesse ragioni, deducibili ma volutamente impercettibili. Ozon non calca la mano sugli eventi che potrebbero essere drastici (come l’assenza del marito al momento del parto o il tradimento della moglie con lo sconosciuto americano) ma si limita a lasciare aperto il flusso narrativo senza dare adito a cristalline interpretazioni. L’amore non c’è più ma c’era. Perché non c’è più e perché c’era non è dato sapere.
Un Ozon secco, pulito, demistificato, depurato, leggero, contenuto. Per un film semplice, gentile, delicato, femminile.

Marco Catola