Acqua tiepida sotto un ponte rosso


Giappone/Francia 2001
Regia: Shoei Imamura
Sceneggiatura: T. Motofumi, T. Daisuke
Fotografia: S. Komatsubara
Interpreti: Koji Yakusho, Misa Shimizu, Baisho Mitsuko
Durata: 1h e 59'
Distribuzione: Bim
Sito ufficiale: www.akaihashi.com

 

Abbandonato dalla moglie e stanco della vita, il quarantenne Yosuke si allontana da Tokyo e, seguendo le indicazioni di un vecchio barbone, s'incammina verso uno sperduto villaggio nell'isola di Noto. Scopo del viaggio è uno straordinario tesoro, un Buddha d'oro rubato anni prima dal simpatico vecchietto in un Tempio di Kyoto e nascosto in una giara per sfuggire all'arresto. Ma l'esito sarà diverso e, una volta introdottosi nella casa indicata, Yosuke vi troverà un tesoro sicuramente più prezioso, una giovane donna, dolce e vivace come una giornata di primavera, capace di far nuotare i pesci controcorrente e di far sbocciare i fiori fuori stagione, grazie allo scroscio d'acqua che produce nel momento dell'orgasmo. E il contenuto della giara? Simbolico e dolcissimo, ve lo lascio scoprire in sala. Solo il cinema asiatico, e in particolare quello giapponese, riesce ancora a trasmetterci simili sensazioni, permettendo alle emozioni di dominare il flusso narrativo attraverso la progressiva eliminazione del razionale. Film carnale, fantastico e realistico nello stesso tempo, carico di energia positiva, in grado di esprimere vitalità e forza, capace di tonificarci come una doccia gelata, incredibilmente piacevole. Come l'acqua che secerne la protagonista fa ritrovare a che ci s'immerge il vigore perso, così questa pellicola riesce a spezzare l'incantesimo che circonda il cinema contemporaneo, costretto ad annaspare dentro temi quasi esclusivamente drammatici, e a donarci due ore di gioia e di spensieratezza. Tutto è in perenne movimento, un flusso continuo di acqua e di piacere corporale, al quale Imamura si avvicina senza emettere giudizi, esclusivamente per il piacere di mostrarci come il nostro pesante destino di uomini perennemente dominati dalla vita ma in continua lotta con essa, possa essere ugualmente affrontato con la leggerezza di una farfalla.

Anna Lai