AGENTE CODY BANKS

Titolo originale: Agent Cody Banks
Regia: Harald Zwart
Sceneggiatura: Ashley Miller, Zack Stentz, Scott Alexander, Larry Karaszewski
Cast: Frankie Muniz, Hilary Duff, Angie Harmon, Keith David, Cynthia Stevenson,
Arnold Vosloo, Daniel Roebuck, Ian McShane, Darrell Hammond, Martin Donovan
Montaggio: Jim Miller
Fotografia: Denis Crossan
Scenografia: Rusty Smith
Musica: James McKee Smith, John Powell, John Ashton Thomas
Origine: Usa/Canada, 2003
Durata: 102’

 

 

Cody Banks ha 16 anni, vive con i genitori che gli stanno addosso e un fratellino che si beffa di lui, non ama molto studiare e con le ragazze è una frana. Insomma Cody Banks è un vero nerd.Eppure l’apparenza a volte inganna…Dietro questa immagine di sfigato doc si cela l’identità di un agente in erba della CIA che dovrà darsi da fare per difendere il mondo dalla totale disfatta.
Siamo chiaramente nell’ambito dei film per ragazzi ma fortunatamente non c’è lo zampino della Walt Disney. E vi assicuro che non è poco.
La storia, creata a otto mani da quattro specialisti del genere, cerca di adattare il tradizionale plot di spionaggio, sullo stile di James Bond per intenderci, quindi intrigo internazionale, pericoli a livello mondiale, rapimenti di figlie di cervelloni, scoperte scientifiche in grado di cambiare il mondo, inganni di ogni sorta, con lo stile moderno dei film d’azione (tutine nere di latex, combattimenti alla Matrix, inseguimenti sulla neve, avanzatissima tecnologia). Tuttavia il ritmo regge per tutta la durata del film, la regia è davvero solida ed ampia, senza scadere nello straripante ed incontrollabile uso degli effetti speciali. Sì, è un film per ragazzi ma non ha niente da invidiare ai cult movie degli anni Ottanta dello stesso genere, anzi si avvicina molto di più proprio a quelli, come ad esempio “E.T.”, piuttosto che alla trilogia di Spy kids o ai film di James Bond.
Zwart è un norvegese trapiantato in Olanda e poi negli Usa, noto ai più per il suo esordio con “Un corpo da reato”, prodotto e interpretato da Michael Douglas, con una esplosiva Liv Tyler. Certo non si riconosce molto il tocco del regista in questo secondo film ma l’impegno profuso in ogni scena rivela un innegabile talento che forse non ha ancora trovato la giusta occasione di emergere e un certo gusto nostalgico per un cinema che non c’è più.
Tra i produttori figurano Madonna e l’attore Jason Alexander (vi ricordate l’amico cattivo di Richard Gere che in “Pretty woman” ci prova con la Roberts?).
Anche il cast è da ricordare: oltre al giovane protagonista, Frankie Muniz, già visto in un altro film per ragazzi alle prese con un cane, “Il mio amico Skip”, ritroviamo Hilary Duff, la famosa “Lizzy McGuire” della Disney, Keith David, il nero del film “La cosa” di Carpenter, qui nel simpatico ruolo del burbero capo della CIA, il cattivissimo Arnold Vosloo (vi ricordate “La mummia”?) e Martin Donovan, l’attore feticcio di Hal Hashley, sempre più relegato a ruoli minori. Da tenere d’occhio infine la bella e sexy Angie Harmon nel ruolo di Ronica Miles, la “custode” di Cody.

 

 
Marco Catola