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ALEXANDRIA
Regia: Maria
Ilioú
Sceneggiatura: Stephen Cleary, Maria Ilioú
Cast: Jean-Pierre Lorit, Camille Panonacle, Michele Valley,
Angelos Antonopoulos, Silvia De Santis, Salvatore Lazzaro
Musiche: Ludovico Einaudi
Fotografia: Yannis Drakoularakos
Origine: Grecia, Francia, Italia, 2001
Durata: 110' Sito:www.alexandriathemovie.gr
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L'Alessandria
del titolo non è, ahimé!, quella piemontese (chissà
perché?) ma quella d'Egitto, molto più affascinante e misteriosa,
sembra.
Una non più giovane cantante lirica torna con la figlia nella città
dove è nata e cresciuta e in una serie di flashback ricorda la
sua tormentata storia d'amore con un uomo molto più grande di lei.
Coproduzione italo-franco-greca(!!!), Alexandria è un polpettone
romantico d'altri tempi: lungo, lento e patinato. Il cinema della Iliou
sa di vecchio ma non nell'accezione negativa del termine, non so quanti
anni abbia questa regista ma sembra legata ad un modo di fare cinema lontano
nel tempo. Un cinema anni '50 forse, un cinema che non vuole stupire né
lasciare il segno ma forse solo raccontare una storia d'amore. La stessa
narrazione a flashback, peraltro anche abbastanza estenuante visto che
uno stesso episodio viene ripetuto tre volte, rallenta inesorabilmente
l'azione rivelando un modus sentiendi extratemporale.
La giovane attrice protagonista (Camille Panonacle) ha una bellezza antica,
è un incrocio tra Sandrine Bonnaire e Charlotte Gainsbourg, un
po' algida ma molto intensa, perfetta per incarnare una figura femminile
di un'altra epoca e di un altro mondo.
Anacronistico, ridondante e un po' noioso ma anche personale, profondo
e suggestivo. Certo un'accelerazione nel ritmo narrativo avrebbe giovato
ma certe scene (la "pioggia" di cotone, la fine dell'amore vista
attraverso la porta a vetri, il salto con la bici nel mare) rivelano una
inconsueta sensibilità e uno stile da non sottovalutare.
Marco Catola
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