Alla fine della notte

Regia: Salvatore Piscicelli
Sceneggiatura: Salvatore Piscicelli
Interpreti: Ennio Fantastichini; Elena Sofia Ricci; Ida di Benedetto; Ricky Tognazzi
Origine: Italia
Durata: 93'

 


Bruno Spada, regista ed attore di successo, sta attraversando una forte crisi, sia come uomo sia come artista. Il suo matrimonio è stato un fallimento, il nuovo film non ha incontrato il consenso della critica e persino il suo analista ha deciso di abbandonare la professione, lasciandolo in balia delle proprie depressioni. Alla ricerca della spiegazione ai propri problemi esistenziali, Bruno compie un duplice viaggio, quello reale da Milano a Napoli passando per la Toscana e Roma, e quello psicologico, indietro nel tempo, misurandosi con gli uomini e le donne che hanno avuto un ruolo importante nella sua vita.
Seguendo i suggerimenti del suo "ex" analista, Bruno tenta di far affiorare i propri demoni, non per giungere ad un bilancio dei suoi cinquant'anni, ma per essere in grado, finalmente, di affrontare i fantasmi del passato, che continuano ad ossessionarlo. Unitamente alla difficile storia personale, Bruno soffre dei problemi di tutta una generazione, quella del sessantotto, figlia di una società la cui ricchezza economica è andata di pari passo con la povertà di valori. Ci sono poi le donne della sua vita, dalla madre all'ultima delle sue amanti hanno avuto tutte un ruolo importante, viscerale e morboso; Bruno non riesce a comprenderle e alla fine ne diventa la vittima. La conclusione di questo viaggio è in uno remoto paesino dell'Irpinia, dove Bruno si reca per trovare il padre, responsabile del più scioccante episodio della sua infanzia, il suicidio della sorella, e proprio lì, in una piazza semideserta, utilizzando la telecamera come un'arma da fuoco, Bruno pareggerà definitivamente i conti con il proprio passato.
Fastidiosamente presuntuoso, "Alla fine della notte", il nuovo film del regista campano Salvatore Piscicelli, autore anche della sceneggiatura, si aggiunge di diritto alla schiera, purtroppo sempre più numerosa, dei film realizzati più per una sorta di autoanalisi, oppure autocompiacimento, a seconda dei casi, che per trasmettere qualcosa al pubblico. Incerto nella regia e, purtroppo, non aiutato dai dialoghi assurdi e dalla recitazione forzata di Fantastichini, "Alla fine della notte" soffoca lo spettatore in una noia mortale, tra psicologia spicciola e ossessione da rapporti orali, senza mai renderlo partecipe del dramma personale del protagonista, in realtà piuttosto antipatico, ma non è certamente questo l'aspetto peggiore del film.

Anna Lai