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ALLE CINQUE DELLA SERA Regia: Samira
Makhmalbaf
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| Afghanistan,
il sipario è calato sul regime dei talebani, gli uomini del mullah
Omar non presidiano più le strade, armati e pronti a punire gli "infedeli",
i mercati sono nuovamente affollati, le donne tornano lentamente a mostrare
il volto. Riaprono le scuole, non soltanto per i bambini, ma finalmente
anche per le tantissime donne rinchiuse fino a pochi mesi prima in casa,
obbligate ad uscire soltanto in compagnia di un uomo, private di tutti i
fondamentali diritti, anche quelli primari. Ognuna ha un sogno, vogliono
studiare, esercitare una professione per accrescere l'onore del proprio
paese, dimostrare il loro talento. Diventare medico è sicuramente
l'aspirazione più diffusa, ma non mancano futuri ingegneri e ricercatori,
soltanto due ragazze hanno un obiettivo diverso, diventare Presidente della
Repubblica. Questa è l'ambizione della protagonista dell'ultimo film
di Samira Makhmalbaf, una ragazza che, seppur ancora costretta ad indossare
il burka, desidera ricoprire la carica politica più importante del
proprio paese, per garantire lo sviluppo e l'uguaglianza lì dove
regna l'arretratezza e il maschilismo. Figlia di un anziano carrettiere
incapace di accettare i cambiamenti e quindi ancora legato ai vecchi principi,
la ragazza deve frequentare la scuola di nascosto, celare a tutti il proprio
sogno che, tra mille disagi quotidiani, prende forma attraverso un paio
di scarpe bianche, indossate appena fuori dallo sguardo indagatore del vecchio
padre. Quelle scarpe logore, il rumore dei tacchi sul pavimento, diventano
l'immagine stessa della speranza, della voglia di lottare anche quando tutto
sembra essere negativo, quando non si ha più nulla e si deve assistere
inermi alla lenta morte per stenti del proprio nipote. Nell'Afghanistan
del dopo "enduring freedom", dove i ragazzi non hanno il tempo
per studiare perché devono preoccuparsi di lavorare per cercare di
sopravvivere e gli anziani, privi della forza necessaria per accettare ed
assimilare i cambiamenti, vorrebbero soltanto tornare indietro, forse sono
proprio le donne l'unica speranza per ricostruire un paese dilaniato dalla
cecità dei fanatici religiosi e dalla stupidità di coloro
che ancora credono, oppure vogliono farci credere, che la guerra sia l'unico
mezzo per risolvere le controversie.
Anna Lai
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