ALLE CINQUE DELLA SERA

Regia: Samira Makhmalbaf
Sceneggiatura: Samira Makhmalbaf; Mohsen Makhmalbaf
Interpreti: Agheleh Rezale; Abdolgani Yousefrazi; Razi Mohebi
Origine: Iran/Francia 2003
Durata: 91'



Afghanistan, il sipario è calato sul regime dei talebani, gli uomini del mullah Omar non presidiano più le strade, armati e pronti a punire gli "infedeli", i mercati sono nuovamente affollati, le donne tornano lentamente a mostrare il volto. Riaprono le scuole, non soltanto per i bambini, ma finalmente anche per le tantissime donne rinchiuse fino a pochi mesi prima in casa, obbligate ad uscire soltanto in compagnia di un uomo, private di tutti i fondamentali diritti, anche quelli primari. Ognuna ha un sogno, vogliono studiare, esercitare una professione per accrescere l'onore del proprio paese, dimostrare il loro talento. Diventare medico è sicuramente l'aspirazione più diffusa, ma non mancano futuri ingegneri e ricercatori, soltanto due ragazze hanno un obiettivo diverso, diventare Presidente della Repubblica. Questa è l'ambizione della protagonista dell'ultimo film di Samira Makhmalbaf, una ragazza che, seppur ancora costretta ad indossare il burka, desidera ricoprire la carica politica più importante del proprio paese, per garantire lo sviluppo e l'uguaglianza lì dove regna l'arretratezza e il maschilismo. Figlia di un anziano carrettiere incapace di accettare i cambiamenti e quindi ancora legato ai vecchi principi, la ragazza deve frequentare la scuola di nascosto, celare a tutti il proprio sogno che, tra mille disagi quotidiani, prende forma attraverso un paio di scarpe bianche, indossate appena fuori dallo sguardo indagatore del vecchio padre. Quelle scarpe logore, il rumore dei tacchi sul pavimento, diventano l'immagine stessa della speranza, della voglia di lottare anche quando tutto sembra essere negativo, quando non si ha più nulla e si deve assistere inermi alla lenta morte per stenti del proprio nipote. Nell'Afghanistan del dopo "enduring freedom", dove i ragazzi non hanno il tempo per studiare perché devono preoccuparsi di lavorare per cercare di sopravvivere e gli anziani, privi della forza necessaria per accettare ed assimilare i cambiamenti, vorrebbero soltanto tornare indietro, forse sono proprio le donne l'unica speranza per ricostruire un paese dilaniato dalla cecità dei fanatici religiosi e dalla stupidità di coloro che ancora credono, oppure vogliono farci credere, che la guerra sia l'unico mezzo per risolvere le controversie.

Anna Lai