Il primo approccio, al mondo del cinema, per la regista Catherine Corsini è nella veste di attrice, poi passa con successo alla scrittura e quindi alla regia. Inizia firmando alcuni cortometraggi che la fanno notare in vari festival internazionali. L’esordio nel lungometraggio avviene con Poker (1987), da quel momento in poi andrà avanti di opera in opera raccogliendo sempre maggiori consensi e diventando una regista e sceneggiatrice molto apprezzata. L’amante inglese è la sua ultima fatica e ha partecipato al Toronto International Film Festival 2009.
Suzanne, lasciata l’Inghilterra da ragazza, vive in una bella casa con il marito e i due figli adolescenti, nel sud della Francia. La sua vita non potrebbe scorrere in un modo più tranquillo e abitudinario. Il marito è medico e lei ha ripreso a lavorare da poco, presso lo studio di un amico del coniuge. Le cose iniziano a cambiare dopo aver conosciuto Ivan, un operaio spagnolo, che sta lavorando alla ristrutturazione del suo studio. Dopo aver trascorso una giornata insieme, l’uomo si fa avanti baciandola. In un primo momento Suzanne si sente smarrita, poi va a cercarlo a casa e la passione prende il sopravvento. La donna si sente desiderata e amata come non le succedeva da tempo e quella che inizia come una storia di letto diventa ben presto un amore forte che la porterà a lasciare il marito. Quest’ultimo non accetta lo snaturamento dell’ordine costituito e attuerà qualsiasi bassezza per ricondurla a lui.
La regista dà voce a un punto di vista tutto femminile, il tema portante è il mostrare una donna che osa rinunciare a tutto, a una vita agiata, semplice, scontata, per una nuova vita fatta di vero amore e in cui poter essere finalmente se stessa, con le sue vere esigenze e desideri, ed essere libera. Una donna che ha aperto gli occhi sulla vita che stava vivendo nell’apatia, senza quasi rendersene conto. Una donna che non è disposta a fare compromessi e mette il proprio orgoglio da parte pur di non darla vinta al marito. Si mette a sgobbare proponendosi in qualsiasi tipo di lavoro, pur di mantenere intatta l’integrità e l’indipendenza ritrovata.
La dimensione sociale che Corsini sottolinea è molto forte. Delinea il ruolo della donna nella coppia, come ancora è considerato in molte realtà matrimoniali. Suzanne è una donna intrappolata in una vita borghese, in cui il marito la considera di sua appartenenza e parte del suo status sociale, da esibire alle cene come moglie devota e servizievole. Non è minimamente interessato ai suoi bisogni e rifiuta di comprendere quale sia la persona che si trova davanti. Al marito non interessa che Suzanne abbia smesso di amarlo e si sia innamorata di un altro uomo, ciò che più conta è mantenere lo status quo e non sentirsi umiliato o sminuito, nella sua perversa visione, di fronte alla società di cui fa parte.
L’intento della regista e sceneggiatrice è stato quello di raccontare una vicenda classica, che le permettesse di descrivere un ritratto femminile simile a quello delle eroine della letteratura che ha sempre amato, come Anna Karenina e Madame Bovary, donne fragili e forti al tempo stesso, in grado di affrontare qualsiasi situazione, pur di affermare la propria dignità di donna e di essere umano, che l’uomo bigotto e retrogrado, consideratosi da sempre padrone più che compagno, ha voluto sopraffare.
Suzanne è una donna che ha mantenuto la sua innocenza ed è piena di speranze per un futuro con Ivan, un uomo semplice, gentile, pieno di attenzioni, che la vuole rendere felice e occuparsi di lei, al contrario del marito. Nel matrimonio è sempre Suzanne che si prende cura del marito e soddisfa le sue richieste.
Kristin Scott Thomas ha saputo ben incarnare la bellezza fredda e la durezza apparente in contrapposizione con la tristezza che pervade Suzanne, in un secondo momento.
Sergi Lopez è riuscito bene a delineare il mondo di una persona comune, senza grandi pretese, che si vede arrivare la donna della sua vita, che lo fa sentire parte di qualcosa, in cui lui ricopre un ruolo incisivo.
Per quanto riguarda l’ambientazione e la fotografia, si è deciso di fare le riprese a Nîmes per la sua luce e il suo calore. Catherine Corsini ha voluto che l’atmosfera fosse alternata da tonalità crude e romantiche, per sottolineare l’alternanza degli stati d’animo dei protagonisti, passionali e felici, disperati e senza via d’uscita.
L’amante inglese racconta una vicenda classica attraverso la profondità dei personaggi, ponendo l’attenzione sulla figura femminile, che si rende artefice del proprio futuro. Inoltre le tematiche descritte ne accentuano il valore.
Francesca Caruso
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