Amen.


Regia: Costa-Gravas
Interpreti: Ulrich Tukur, Mathieu Kassovitz
Sceneggiatura: Costa-Gravas, Jean-Claude Grumberg
Produzione: Claude Berri
Distribuzione: Mikado
Durata: 130'
Sito ufficiale: www.amen-lefilm.com

 

Dal dramma di Rolf Hochhuth "Il Vicario": la storia di due uomini, un prete cattolico e un ufficiale delle SS, e della loro ribellione contro le atrocità del nazismo. Kurt Gerstein, ufficiale delle SS e valente chimico, dopo aver visitato Treblinka scopre con orrore che il veleno Zyklon viene utilizzato non per uccidere parassiti ma per sterminare gli ebrei nelle camere a gas e, con un sottile doppiogioco riesce a limitare i danni nei lager cercando, nello stesso tempo, di diffondere le informazioni in suo possesso presso alcuni governi stranieri e presso il Vaticano. Padre Riccardo Fontana è un giovane gesuita, che si adopera per fermare lo sterminio intervenendo presso la Santa Sede ed arrivando ad implorare di persona Pio XII affinché denunci l'Olocausto. Ma la Chiesa Cattolica si limiterà ad assistere e Riccardo, profondamente deluso, deciderà di seguire il destino di tanti suoi fratelli ebrei. Gerstein, arrestato dagli americani alla fine della guerra, morirà suicida e verrà riabilitato solo dopo 20 anni, ma il suo rapporto, sul quale è basato anche il dramma di Hochhuth, si rivelò determinante per la ricostruzione di quei terribili anni.
Non si può restare indifferenti al nuovo film di Costa-Gravas, a partire dal suo manifesto nel quale compare un simbolo a metà tra la croce cristiana e la croce uncinata nazista e al quale, con una sorta di autocensura da parte della Mikado che distribuisce il film, è stata concessa solo la pubblicazione sui giornali, vietandone l'affissione nelle strade. E' forte la denuncia contro i silenzi del Vaticano e, guardando al passato, non stupisce che in un paese, l'Italia, nel quale la Chiesa Cattolica non limita il suo intervento nella vita collettiva ai soli problemi legati alla fede, fu impedito a Gian Maria Volontà di portare in scena il lavoro teatrale di Hochhuth, nonostante il successo ottenuto in altri Stati europei. Viaggiamo tra Roma e la Germania insieme ai due protagonisti, ci spostiamo con Padre Riccardo tra le sale silenziose e calme del Vaticano, leggiamo nel volto di Kurt l'orrore delle morti nelle camere a gas, orrore che si risolleva in noi ogni volta, e accade spesso, che nel film assistiamo al passaggio dei carri bestiame con i quali erano trasportati gli ebrei nei campi di concentramento e alla fine non possiamo che concordare con lui quando dichiara "ci stanno rendendo complici di un crimine che condannerà il popolo tedesco per l'eternità" estendendo però la condanna ad ogni appartenente al genere umano.

Anna Lai