AMERICAN TRIP
 
Titolo originale: Harold and Kumar go to White Castle
Regia: Danny Leiner
Sceneggiatura: Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg
Cast: John Cho, Kal Penn, Paula Garces, Neil Patrick Harris, Chris Meloni, Malin Akerman, Sandy Jobin-Bevans, Kate Keldon, Brooke D’Orsay, Steve Braun, Dov Tiefenbach
Fotografia: Bruce Douglas Johnson
Scenografia: Steve Rosenzweig
Montaggio: Jeff Betancourt
Musica: David Kitay
Origine: Usa, 2004
Durata: 90’
Sito: www.haroldandkumar.com
 



Harold e Kumar sono amici per la pelle: Harold è un impiegato di banca regolarmente maltrattato dai suoi colleghi che lo costringono a fare anche il loro lavoro durante il weekend ed innamorato da sempre della vicina di casa Maria a cui non ha mai avuto il coraggio di dichiararsi; Kumar fa di tutto per non assumersi le responsabilità della vita, boicottando tutti i colloqui di lavoro organizzati dal padre che vorrebbe che lui seguisse le proprie orme intraprendendo la professione medica .
Una sera Harold and Kumar fumano della mariujana e vengono colti da un improvviso attacco di fame. In tv passa lo spot di “White Castle”, una famosa catena di fastfood, i due rimangono flashati e decidono di intraprendere un folle viaggio alla ricerca di un ristorante White Castle. Inutile dire che lungo il percorso si troveranno coinvolti in situazioni tragicomiche e incontreranno personaggi surreali che gli impediranno di portare a termine la loro ricerca.
Allora partiamo dal titolo. Il titolo originale è “Harold and Kumar go to White Castle” che è stato tradotto in “American trip”. E certo i simpaticoni della distribuzione italiana hanno pensato bene di fondere “American Pie”, la trilogia demenziale di grande successo sul college americano, e “Road trip”, filmetto scemo sui nerds del nuovo millennio. Forse pensano che il pubblico italiano sia una massa di decerebrati che se legge American nel titolo si fionda al cinema a vedere il film…
Ora passiamo al regista. Questo Danny Leiner non è neppure un esordiente. Ha alle spalle una discreta carriera in tv(“Felicity”, “Una mamma per amica”) e al cinema va ricordato per il capolavoro “Fatti, strafatti e strafighe” (peraltro ulteriore caso di traduzione imbarazzante di titolo originale che era “Dude, Where's My Car?”), filmaccio snobbato pure da noi che invece in patria deve aver avuto un certo successo visto che in “Scary movie 2” viene riproposta una scena chiaramente in chiave parodistica.
E ora al film. Che dire? In “Fatti, strafatti e strafighe” succedeva più o meno la stessa cosa, due amiconi, dopo un mega-party da fattoni, si svegliano e non sanno più dove hanno parcheggiato l’auto e iniziano una folle ricerca del mezzo. In “American trip” ci sono sempre due amici (cambia solo la loro origine etnica, uno è cinese, l’altro indiano), c’è sempre la ricerca e c’è sempre il viaggio. Che noia!Non mancano come al solito le cadute di stile con volgarissimi tocchi trash a suon di colpi diarroici e pustole brufolose. Insomma siete avvertiti…

 

Marco Catola