Amerika

Regia: Maurizio Scaparro
Interpreti: Max Malatesta, Enzo Turrin, Giovanna Di Rauso, Mario Monopoli, Vittorio Attene, Francesco Bottai
Sceneggiatura: Masolino D'Amico, Fausto Malcovati, Maurizio Scaparro
Fotografia: Ennio Guarnieri
Musica: Giancarlo Chiaramello, Scott Joplin
Montaggio: Gabriele Costa
Origine: Italia, 2004
Durata: 115'



Verso i primi anni del '900 un giovane praghese, Karl Rossmann, viene scacciato dai suoi genitori da Praga per sfuggire ad uno scandalo, provocato dal suo coinvolgimento affettivo con una domestica, e preservare, così, il proprio onore. Giunto a New York, lo zio Jacob, emigrato tanti anni prima, lo attende e gli procura un lavoro. Nella nuova terra straniera Karl è protagonista di una serie di avventure/disavventure ed il suo desiderio di fare fortuna, tarda ad avverarsi. La parabola del vitale ed ingenuo Rossman (in tedesco 'uomo cavallo') inizia con l'incontro di due loschi vagabondi europei, Delamarche e Robinson, che cercano di imbrogliarlo, e di una dolce cuoca, Thérèse, che lo fa assumere come ascensorista d'albergo. Successivamente, licenziato dal capo-portiere, Rossmann incontra una ricca ed eccentrica cantante, che rifiuta di servire, ed, alla fine, forse il sogno/incubo 'americano' sembra avverarsi, quando viene reclutato dal Gran Teatro Oklahoma, grazie all'intercessione di Thérèse, ora angelo del circo.
Al ritmo del jazz nero di Scott Joplin, il film Amerika ripercorre, nell'adattamento di Masolino D'Amico e Fausto Malcovati, la storia dell'emigrante Rossman, interpretato da Max Malatesta ("I pavoni, 1994"; "Compagna di viaggio, 1995"; "Vuoti a perdere, 1998") , della sua vita tragicomica in cerca di una felicità inafferrabile. "Amerika" nasce come pièce teatrale diretta da Maurizio Scaparro per il Teatro Eliseo nel 2000, qui trasformato in un lungometraggio in digitale per la volontà del regista di sperimentare nuove vie per comunicare i propri sogni. Scaparro, mantenendo lo stesso cast, ha ripreso al Teatro Valle di Roma lo spettacolo, conferendogli nuovi ritmi ed una nuova spazialità, con l'eliminazione della quarta parete. Le scenografie, curate da Emanuele Luzzati, semplici ed allusive, sono costituite da varie porte, che debitamente spostate, aperte, chiuse o sovrapposte vanno a creare i vari ambienti, in cui di volta in volta si svolge la scena: la nave su cui Karl viaggia verso l'America, le strade di New York, l'albergo ed il treno. La recitazione degli attori sembra piatta, ma affascina per la particolarità nel delineare e rappresentare i vari personaggi, che impersonano. La visione fantastica dell'America di Kafka, viene filmata magistralmente con primissimi piani che si alternano a campi lunghi, con inquadrature di dettagli su corpi e particolari di oggetti, dal gioco di luci ed ombre che anima le scenografie, dando ritmo all'azione. Il giovane Karl è sempre sereno e sorridente, e come molti personaggi di Kafka, alienato dalla moderna società industriale, di cui non comprende gli strani meccanismi. Costretto a lasciare la propria terra per ricercarne un'altra, solo in una grande città come New York, è protagonista di vicende intricate, che lo portano a ricorrere l'inafferrabile sogno di una vita di benessere, felicità, ricchezza, senza mai perdere la speranza e la fiducia. L'attore Malatesta compare in ogni inquadratura senza annoiare sia che racconti sia che impersoni Karl Rossmann, dimostrandosi al contempo artista sensibile e professionale insieme a Enzo Turrin e Giovanna Di Rauso, impegnati ad interpretare ciascuno diversi ruoli. "Amerika" inaugura il nuovo viaggio sperimentale di Scaparro nel cercare di comunicare ad una platea sempre più ampia i nuovi percorsi del cinema. Con la fantasia e con l'aiuto della complicità della fotografia di Ennio Guarnieri, il regista ricrea il sogno europeo, allucinante e profetico dell'America, trasponendo ed attualizzando il romanzo di Kafka, che lo scrisse senza mai essere stato in Usa. Ritorna anche la tematica del viaggio, metafora della vita, che trascorrendo porta alla crescita e alla consapevolezza di se stessi. Seppur resta frammentario il risultato, "Amerika" è uno di quei ibridi, appropriato per questi anni, in cui si va alla ricerca di nuovi stilemi cinematografici, nuovi linguaggi e nuove tecnologie. L'adattamento non è molto originale, ma ha il pregio di fondere cinema e teatro. Il film è il primo di una trilogia di spettacoli teatrali, destinati al grande schermo, e rientra nel progetto "Teatro è Cinema", nato dalla collaborazione fra l'Istituto Luce e l'Ente teatrale Italiano, che è stato annunciato durante la 52ma edizione del Festival di Venezia.

Grazia Monteleone