L'amore imperfetto


Regia: Giovanni Davide Maderna
Interpreti: Enrico Lo Verso, Marta Belaustegui, Federico Scrivani
Sceneggiatura: Giovanni Davide Maderna
Fotografia: Yves Cape
Origine: Italia 2002
Durata: 92'
Distribuzione: Lucky Red
Sito ufficiale: www.luckyred.it

 

Sergio ed Angela, una coppia come tante altre. Sergio lavora in un supermercato, Angela sua moglie è spagnola, di Calanda il paese in cui nel 1640 si è verificato l'episodio prodigioso conosciuto come il miracolo di Calanda, il miracolo della Vergine del Pilar. Angela aspetta un bambino al quale i medici hanno diagnosticato una gravissima malformazione che lo condannerebbe a sopravvivere solo poche settimane. Sarà proprio la grandissima devozione di Angela per la Vergine del Pilar, e la segreta speranza di un nuovo miracolo, a darle la forza per portare avanti la gravidanza ed affrontare, alla nascita del bambino, le accuse di egoismo e irresponsabilità che si levano dall'opinione pubblica. Ma per Sergio il conforto della fede non è sufficiente e quando viene coinvolto nelle indagini sul suicidio di una giovane collega, con la quale si era intrattenuto la sera della nascita del piccolo Miguel Juan, il dolore finisce per prevalere su ogni speranza.
Peccato affermarlo dopo aver descritto una trama così toccante, peraltro basata su una storia vera, ma il film di Maderna delude. Molteplici erano gli interrogativi che potevano emergere da una tale storia, primo fra tutti l'importanza dell'amore, e la definizione del limite oltre il quale nemmeno l'amore ci consente di andare, fino ad arrivare ad una riflessione sul significato della morte ma, purtroppo, nella trasposizione filmica tutto resta ad un livello superficiale. La descrizione dell'amore imperfetto, ossia la scelta di Sergio e Angela di far nascer un figlio privo di cervello e quindi destinato se non alla morte sicuramente ad una vita vegetativa, viene purtroppo affidato a dialoghi insignificanti, a tratti quasi imbarazzanti per la loro retorica moralità. La forte presenza spirituale nella vita di Angela viene banalizzata e la religione finisce per diventare come un supermarket nel quale, offrendo come contropartita la fede e la preghiera, si può ottenere qualunque cosa, anche la vita del proprio figlio. Se poi vogliamo parlare della scelta degli interpreti la nota dolorosa è rappresentata dalla recitazione di Enrico Lo Verso, mai credibile, mai coinvolgente, a tratti quasi irritante.

Anna Lai