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AND NOW LADIES AND GENTLEMEN Regia: Claude
Lelouch
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| "La
vita è un lungo sonno profondo e l'amore ne è il sogno".
Così si apre il nuovo film di Lelouch, una romantica congiunzione
di due lune tra mare aperto, salti onirici e canzoni d'amore. Valentin è
un ladro gentiluomo di nazionalità inglese che non esita a tramutarsi
in arzilla vecchietta o in cantante hyppie pur di sgraffignare gioielli
e Jane è una cantante di piano bar delusa dall'amore (la sua migliore
amica le ha soffiato l'uomo) e dalla vita (lascia tutto per andare in Marocco
a cantare in un hotel). Entrambi hanno forti amnesie momentanee (lui vede
gioiellerie, lei orchestre!) ed entrambi fuggono da un passato ingombrante.
La loro "malattia" li farà incontrare e forse non li farà
più scappare.
Che Lelouch fosse un maestro della versatilità (o se preferite del vero e proprio guazzabuglio!) lo si sapeva già ma se ancora qualcuno nutrisse dei dubbi basterebbe che si vedesse "And now Ladies and gentlemen" per averne definitiva conferma. Il film comincia come una commedia noir con le ardite imprese di Irons nei panni di un moderno Arsenio Lupin, tutto rughe e humour, prosegue come un musical con le canzoni d'amore e la voce suadente della Kaas, si insinua nella dimensione onirica con le amnesie rivelatrici dei due protagonisti, vira bruscamente nel poliziesco con le indagini per un furto di gioielli, si addentra nel fantastico con il miracolo della guaritrice santa e sfocia nella lovestory con l'incontro tra i due amanti smemorati. Per Lelouch è la vita il suo film preferito. E'incapace di raccontare avvenimenti di cui non sia stato testimone più o meno diretto nella vita reale. Vita e cinema si nutrono l'uno dell'altro. Ed infatti la storia del ladro gentleman che restituisce quello che ha rubato l'ha vissuta proprio sulla sua pelle così come la cantante triste del piano bar ("che canta e che nessuno ascolta") l'ha conosciuta veramente in un hotel dello Zimbabwe quando girava "Itinerarie d'un enfant gaté". Partendo quindi da queste due storie vere, Lelouch dice di aver fatto quattro film: quello che ha sognato, quello che ha scritto, quello che ha girato e quello che ha montato. Marco Catola
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