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A SINGLE MAN
Regia: Tom Ford
Sceneggiatura: Tom Ford, David Scearce
Cast: Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode, Ginnifer Goodwin, Nicholas Hoult, Ryan Simpkins, Keri Lynn Pratt, Teddy Sears, Aaron Sanders
Fotografia: Eduard Grau
Montaggio: Joan Sobel
Musiche: Abel Korzeniowski
Distribuzione: Archibald Enterprise Film
Paese: USA, 2009
Durata: 99’
Uscita Cinema: 15/01/2010
Numero di copie: 50
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George Falconer è un docente universitario inglese trapiantato a Los Angeles. In un’America che vive nel pieno del terrore della crisi cubana del 1962, George attraversa un periodo di profondo sconforto per la morte improvvisa del suo compagno Jim, scomparso per un incidente stradale dopo sedici anni di felice convivenza. La sua amicizia con Charley, un’affascinante donna con cui ha vissuto una breve relazione eterosessuale in passato, non lo risolleva dai suoi propositi di suicidio, forse lo spiraglio del ritorno alla normalità è invece rappresentato Kenny, un giovane studente di George che non nasconde un certo interesse nei suoi confronti.
Del Tom Ford prima stilista di successo e ora regista agli esordi si è detto tutto ed il contrario di tutto, noi ci limitiamo a dire che la sua opera d’esordio è degna di nota e non risente di barocchismi o frivolezze che ci si saremmo potuti aspettare da una simile svolta professionale. Ford appare serio e competente, ha imparato la lezione e, le uniche volte in cui pare far capolino lo stilista sono i titoli di coda (Colin Firth veste Tom Ford, ma era lecito aspettarselo) e una scena stracolma di marinai in un bar del porto che sembra la pubblicità di un profumo di Moschino. Tutto qua, nient’altro.
Tutto il film si regge comunque abbondantemente sulla recitazione eccezionale di Colin Firth, qui nel ruolo della sua vita dopo troppe parti da bravo ragazzo scaricato dalle donne, eccellente nel suo aplomb inglese naturalizzato americano. Verrebbe da dire che gli è stato costruito tutto intorno per fargli ottenere la Coppa Volpi qui a Venezia e l’oscar nei prossimi mesi. Nel primo dei due obiettivi è quasi scontato che riesca, per l’altro ci vuole ancora un po’ di tempo per esprimersi.
Tolto lui, sembra quasi che il film collassi su sé stesso come un castello di carte, ma non è necessariamente un difetto.
Francesco Alinovi
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