Gli astronomi

Regia: Diego Ronsisvalle
Interpreti: Paolo Bonacelli; Marisa Fabbri; Laura Betti
Origine: Italia 2002
Durata: 95'
Distribuzione: Pasquino

Colpisce nel segno quest'opera prima, realizzata dal giovane regista Diego Ronsisvalle con impegno e professionalità. Una storia vera, rivisitata però quasi come una favola, una libera reinterpretazione della storia e dell'ambiente siciliano del 1800.
Marzo 1843, due astronomi, un tedesco e un danese, navigano verso la Sicilia, alla volta di Catania, dove li attende il compito di realizzare una meridiana, orologio solare preciso quanto elegante. Dei due, il danese è il nostro narratore, un uomo incline a misurare la distanza tra i pianeti, lontano più di duemila miglia dal proprio Paese. Da Catania il viaggio in Sicilia, terra dove, a suo dire, tutto è relativo, il prof. Peters prosegue verso Acireale, dove, su commissione del Canonico Stupendo, la cui ambizione è diventare Vescovo, dovrà realizzare una meridiana ancor più bella ed esatta della precedente. Nella volta celeste, tra milioni di stelle, l'astronomo sceglie la "sua stella", quella che gli consentirà di tracciare, tramite lo zenit e l'azimut, la linea perpendicolare che costituisce l'orologio solare. Attraverso calcoli complicati, atti a definire il complesso delle linee orarie, l'astronomo traccia la meridiana, proprio in un punto, del pavimento della Cattedrale, nel quale è posata una lapide, che cela l'ingresso ad una cripta dove erano conservati, da un "pio servo di Dio" dedito allo studio dell'arte egizia di conservare i corpi, feti mostruosi frutto di matrimoni tra con sanguigni, celati per evitare che fossero attribuiti ad un intervento di Satana. Ma questo non è l'unico segreto conservato nella cripta, in un vecchio armadio il Canonico Stupendo custodisce, per stabilire il trionfo della carne deforme sulla carne lussuriosa, gli abiti succinti con i quali le suore di clausura, più di cento anni prima, fuggivano dal convento, attraverso un passaggio segreto, per godere dei piaceri della vita. Il luterano Peters, non avvezzo all'ipocrisia, solleva, davanti alla comunità riunita in preghiera, la lapide; la cripta è stata però riempita di terra, per volere di una nobildonna molto influente, la Baronessa Pavoncella, discendente dell'autore della cripta degli orrori, e i suoi segreti seppelliti per sempre. La meridiana è portata a compimento, realizzata con marmi pregiati, simbolo d'eternità, e presentata ai fedeli in una cerimonia solenne mentre il suo realizzatore, rientrato in Danimarca, passerà il resto della propria vita studiando le stelle e scoprendone di nuove, ad una delle quali, sarà dato il suo nome.

Anna Lai