AUTOFOCUS

Regia: Paul Schrader
Sceneggiatura: Michael Gerbosi
Cast: Greg Kinnear, Willem Dafoe, Rita Wilson, Maria Bello
Costumi: Angelo Badalamenti
Origine: Usa, 2002
Durata: 107'
Sito: www.sonyclassics.com/autofocus



Vita e morte di Bob Crane, piccola star della tv americana che andava per la maggiore negli anni Sessanta grazie alla serie che lo rese celebre, "Gli eroi di Hogan", una sorta di sitcom ambientata in un campo di prigionia nazista. Crane, da integerrimo marito e padre virtuoso, si trasforma in sessuomane patologico e videodipendente. Siamo all'inizio dell'era vhs e cominciano a comparire le prime videocamere e i primi filmini amatoriali. Crane ne è risucchiato e, tra le riprese di feste di compleanno dei figlioletti e cene con la mogliettina santa, comincia a girare anche video delle sue performances sessuali e delle orge sfrenate cui non riesce a fare a meno. E ha inizio così la sua progressiva discesa agli Inferi. Gli fa da Caronte un certo John Carpenter (l'omonimia col ben più integro, si fa per dire, regista è quasi paradossale!), un tecnico video che lo inizia ai piaceri sessuali e audiovisivi, suo complice e amico, nonché compagno di "giochi". Si filmano l'un l'altro mentre fanno sesso e per una decina d'anni scorrazzano per tutti gli States in cerca della loro droga, il sesso, finché Crane decide di "disintossicarsi".
Come un castello di carte la sua vita è veramente andata in frantumi: doppio matrimonio fallito, figli mai visti, carriera alla deriva, reputazione rovinata. Alla fine degli anni Settanta viene trovato morto, ucciso (forse) dal suo amico Carpenter, diviso tra pulsioni omosessuali nei suo confronti e ossessioni pornografiche che rasentano la mania.
Freddo e lucido ritratto di un mondo, quello della tv, solo in apparenza candido e cristallino, meno incisivo di Bogie nights e meno epocale di Larry Flint, Autofocus è un film sull'ossessione. L'ossessione per il proprio ego. La malattia di Crane non è la sessuomania ma l'egocentrismo. Nella sua vita non c'è spazio per nessun altro se non per se stesso. Come suggerisce il titolo, l'obiettivo è puntato su di sé: Crane gode di più a riprendersi in atti sessuali che a compierli, usa la propria immagine per procurarsi piacere, rivolge la sua attenzione solo a sé. Non esiste niente attorno a lui. Non c'è nessuno attorno a lui. Esiste solo Crane. Crane e basta.

Menzione speciale per i titoli di testa, davvero meravigliosi, gli unici che possono fare concorrenza agli altrettanto meravigliosi titoli di testa di Prova a prendermi.

Marco Catola