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AUTOREVERSE Regia: Cédric
Klapisch
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| Caty,
un cameraman che lavora per la televisione, è assoldata da una banda
di malviventi per filmare una rapina a mano armata attuata, in un grande
albergo, ai danni di alcuni facoltosi clienti. Incuriosita ma, soprattutto, allettata dalla grande somma di denaro la ragazza accetta la proposta di Jean e dei suoi tre amici e si trova coinvolta in un ambiente che mai avrebbe immaginato di frequentare e che cambierà completamente direttiva alla sua vita. Il "colpo grosso", quello in grado di traghettarli nel mondo dei ricchi, organizzato dalla banda nei minimi particolari, ha una svolta inaspettata e Caty, per uscire indenne da una vera e propria carneficina, si trasforma da preda in predatore tradendo i suoi amici e superando definitivamente la linea che separa il bene dal male. Il codice d'onore rispettato da Jean e dagli altri membri della banda non ha valore per Caty, nella sua morale tutto ha un prezzo, anche la vita umana, perché restare "né con né contro" quando si è ormai entrati in gioco ha per conseguenza, non soltanto la fine dei sogni, ma anche anni di prigione. Lei vuole la nuova vita che le è stata promessa da Jean e senza scrupoli si adopera per ottenerla, così quando, alla fine di tutto, la osserviamo scrutare l'orizzonte dal terrazzo di un lussuoso appartamento, non riusciamo a scorgere nel suo sguardo neppure l'ombra di un rimpianto, il minimo dolore per la sorte dei suoi compagni, ma soltanto soddisfazione per avercela fatta. L'universo di Cédric Klapisch è in continuo movimento; da una commedia modesta come "L'appartamento spagnolo" la sua attenzione si sposta su un poliziesco girato secondo tutti i codici e le regole del genere, riadattati però in chiave moderna. Il regista francese si ispira agli insegnamenti dei maestri del genere, partendo da Melville fino a Scorsese, evitando di cadere nell'errore di imitare i film del passato grazie ad una certa originalità che da sempre lo contraddistingue. "Il bene è quando si fa la differenza tra il bene e il male, il male è quando non si vede più nessuna differenza; il male è la confusione tra bene e male" da questa frase di Jean Baudrillard Cedric Klapisch sviluppa il tema della morale contemporanea trasfigurandola in carne e ossa nel personaggio di Caty, la brava ragazza che scopre dentro di se il lato oscuro. Il risultato è una sceneggiatura, scritta insieme a Santiago Amigorena e Alexis Galmot, assolutamente non banale, a metà tra dramma e commedia, in grado di mantenere alta l'attenzione dello spettatore inserendo l'effetto sorpresa in situazioni apparentemente prevedibili e l'umorismo nei momenti tragici. Anna Lai |
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