Azzurro

Regia:Denis Rabaglia
Interpreti:Paolo Villaggio, Francesca Pipoli, Tom Novembre, Renato Scarpa

Azzurro è un film piccolo, piccola è la produzione italo-svizzera che ha creduto nel regista esordiente Denis Rabaglia , piccola è la protagonista, Francesca Pipoli, una bambina cieca che parte dalla Puglia per la Svizzera con il nonno stanco e malato, piccolo è lo spazio che si ritaglierà nel cinema italiano. La presenza di Paolo Villaggio e il successo al botteghino in Svizzera non sono serviti a niente: il film è stato malamente pubblicizzato ed è uscito solo in due sale! Favola dolce-amara sull’infanzia e sulla vecchiaia, Azzurro si rivela un road-movie sui generis in cui il viaggio dei due outsiders, la bambina è cieca e fuori dal mondo e il nonno è vecchio e vive solo dei suoi ricordi, è il pretesto per raccontare l’incontro-scontro tra due generazioni, tra due mondi, tra due vite. In Svizzera riemerge prepotente il passato di emigrante del nonno che in gioventù aveva sgobbato al servizio di una ricca famiglia borghese alla quale ora chiede invano i soldi per l’operazione della nipotina, soldi che invece avrà dal vecchio amico italiano, suo compagno di sventura. La bambina riacquisterà la vista ma anche il nonno vedrà la vita con occhi nuovi. Gli Italiani non saranno mai svizzeri neppure dopo aver lavorato come muli lontano da casa, saranno sempre dei poveri emigrati. Sorprende il successo d’oltralpe perché il ritratto della Svizzera che ne esce non è certo roseo: tutto è pulito, regolare, perfetto, ma asettico, robotico, freddo. Azzurro è il cielo svizzero, azzurro è il mare pugliese ma azzurro è anche il primo colore che vede la bambina e soprattutto azzurro è la canzone di Celentano, unico anello di congiunzione tra gli emigrati italiani. Un film per Bossi e per tutti coloro che ancora oggi pensano di essere tanto diversi dagli Albanesi, dai Curdi, dai Rumeni e dai Polacchi!

Marco Catola