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BABBO BASTARDO
Regia: Terry Zwigoff
Sceneggiatura: Glenn Ficarra e John Requa
Cast: Billy Bob Thornton, John Ritter, Tony Cox, Lauren Graham, Lauren
Tom, Bernie Mac
Fotografia: Jamie Anderson
Montaggio: Robert Hoffmann
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Wendy Chuck
Musiche: David Kitay
Origine: Usa/Germania, 2003
Durata: 90’
Genere: Commedia
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| Prodotto
dai fratelli Coen, arriva nelle nostre sale, con un certo ritardo (la
sua uscita era prevista circa un anno fa e in ogni caso nel periodo natalizio!),
l’atteso “Babbo bastardo”, rivisitazione del mito di
Santa Claus in una chiave del tutto nuova e decisamente anticonformista.
Il cinema americano ci ha da sempre abituato alla melensa figura di Babbo
Natale che all’interno dei grandi centri commerciali attende, appollaiato
accanto alla sua finta slitta, l’arrivo dei bambini ansiosi di
comunicargli i loro desideri in attesa del ritorno delle ingorde madri
impegnate a buttare dollari nello shopping più sfrenato. Non so
avete presente la piccola Natalie Wood in “Miracolo sulla 34a strada”?
Ecco la stessa cosa succede qui, l’unica differenza è che
Babbo Natale non è un rassicurante Richard Attenborough ma un
impietoso, irriverente, scanzonato e cattivissimo Billy Bob Thornton.
Insomma questo nuovo Santa Claus odia i bambini, beve come una spugna
ed è un criminale da strapazzo. Ma si sa anche il cuore più gelido
di fronte alla innata bontà del mondo non può che sciogliersi…
L’idea della tipica commedia natalizia è decisamente stravolta.
Il regista Zwigoff, autore di piccoli gioielli di nicchia come “Crumb”,
omaggio all’omonimo padre dei fumetti underground trionfatore al
Sundance, e “Ghost world”, commedia al vetriolo tratta proprio
da una serie di fumetti anti-Marvel, è qui alla sua prima prova
con il grande pubblico. E mantenendo intatto il suo gusto estremo per la
commedia acida, riesce a combinare i toni irriverenti alla South Park con
quelli più zuccherosi ma mai sdolcinati di “La vita è meravigliosa”.
Uno dei film preferiti dei fratelli Coen è “Che botte se incontri
gli orsi” e gli sceneggiatori Ficarra e Requa sembra proprio si siano
ispirati al coach ubriacone Buttermaker interpretato dal mitico Walter
Matthau e al rapporto con i suoi piccoli e sfigatissimi giocatori di baseball
per ricreare questa atmosfera sarcastica al limite del grottesco.
Decisamente un film non politically correct, non per tutti i gusti, con
uno scatenato Thornton, mattatore senza limiti nella sua incontrollabile
malvagità, e un mesto Ritter, indimenticato protagonista della serie-tv
cult “Tre cuori in affitto”, qui al suo ultimo film, essendo
stato purtroppo stroncato da un infarto durante le riprese di un’altra
famosa serie televisiva “8 semplici regole” da noi ancora inedita.
Marco Catola
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