BALZAC E LA PICCOLA SARTA CINESE

Regia: Dai Sijie
Sceneggiatura: Dai Sijie; Nadine Perront
Interpreti: Zhou Xun; Chen Kun; Liu Ye; Wang Shuangbao; Cong Zhijun
Montaggio: Luc Barnier; Julia Gregory
Fotografia: Jean-Marie Dreujou
Origine: Francia/Cina 2002
Durata: 116’



Nella Cina di Mao, Lou e Ma, figli in intellettuali reazionari, scoperti a suonare con il violino una partitura di Mozart, vengono destinati ad un cento di rieducazione. I due giovani sono grandi amici, uniti da una fervente passione per la musica e la letteratura francese, che non si spegne neppure nel piccolo villaggio di montagna dove, ogni giorno, devono confrontarsi con il duro lavoro nei campi oppure nelle miniere di carbone.
Sebbene smarriti davanti alla sfiducia degli abitanti del villaggio i due giovani, infatti, non smarriscono la passione per la cultura e con la loro inesauribile voglia di vivere riescono a coinvolgere anche una piccola sarta che, insieme al nonno, visita spesso il villaggio. La ragazza diventa la loro fonte d’ispirazione ed il fulcro del loro piccolo universo, popolato dai personaggi che animano le pagine di alcuni libri francesi proibiti, soprattutto romanzi di Balzac, attraverso i quali la piccola sarta cinese inizia a conoscere il vasto mondo che si estende oltre le montagne. Lasciato il campo di rieducazione le strade di Lou e Ma si dividono, per poi ricongiungersi venti anni dopo, quando li ritroviamo accomunati dal ricordo della giovinezza e della piccola sarta cinese alla quale leggevano, a turno, i romanzi di Balzac e della quale erano entrambi innamorati.
Spinto dal successo del romanzo, in gran parte autobiografico, Balzac e la piccola sarta cinese, lo scrittore e regista Dai Sijie torna nel suo paese, la Cina, che aveva abbandonato per la Francia proprio dopo una triste esperienza in un campo di rieducazione, per girarne l’adattamento cinematografico.
Compito indubbiamente non facile quello di trasferire sulla pellicola, e quindi in immagini, quei sentimenti che le parole avevano così pienamente espresso nel libro, eppure Dai Sijie supera la prova realizzando un film piacevole, che riesce a descrivere una tenera storia d’amore e di amicizia senza retorica e sentimentalismo pur tralasciando la critica al rigido regime di Mao che, invece, traspare fortemente dalla lettura del libro.

Anna Lai