Nella Cina
di Mao, Lou e Ma, figli in intellettuali reazionari, scoperti a suonare
con il violino una partitura di Mozart, vengono destinati ad un cento
di rieducazione. I due giovani sono grandi amici, uniti da una fervente
passione per la musica e la letteratura francese, che non si spegne neppure
nel piccolo villaggio di montagna dove, ogni giorno, devono confrontarsi
con il duro lavoro nei campi oppure nelle miniere di carbone.
Sebbene smarriti davanti alla sfiducia degli abitanti del villaggio i
due giovani, infatti, non smarriscono la passione per la cultura e con
la loro
inesauribile voglia di vivere riescono a coinvolgere anche una piccola
sarta che, insieme al nonno, visita spesso il villaggio. La ragazza diventa
la loro fonte d’ispirazione ed il fulcro del loro piccolo universo,
popolato dai personaggi che animano le pagine di alcuni libri francesi
proibiti, soprattutto romanzi di Balzac, attraverso i quali la piccola
sarta cinese inizia a conoscere il vasto mondo che si estende oltre le
montagne. Lasciato il campo di rieducazione le strade di Lou e Ma si dividono,
per poi ricongiungersi venti anni dopo, quando li ritroviamo accomunati
dal ricordo della giovinezza e della piccola sarta cinese alla quale leggevano,
a turno, i romanzi di Balzac e della quale erano entrambi innamorati.
Spinto dal successo del romanzo, in gran parte autobiografico, Balzac e
la piccola sarta cinese, lo scrittore e regista Dai Sijie torna nel suo
paese, la Cina, che aveva abbandonato per la Francia proprio dopo una triste
esperienza in un campo di rieducazione, per girarne l’adattamento
cinematografico.
Compito indubbiamente non facile quello di trasferire sulla pellicola,
e quindi in immagini, quei sentimenti che le parole avevano così pienamente
espresso nel libro, eppure Dai Sijie supera la prova realizzando un film
piacevole, che riesce a descrivere una tenera storia d’amore e di
amicizia senza retorica e sentimentalismo pur tralasciando la critica al
rigido regime di Mao che, invece, traspare fortemente dalla lettura del
libro.
Anna Lai
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