BAMBOOZLED

Regia: Spike Lee
Sceneggiatura: Spike Lee
Cast: Damon Wayans, Savion Glover, Tommy Davidson, Michael Rapaport, Jada Pinkett Smith
Fotografia: Ellen Kuras
Musiche: Terence Blanchard
Scenografia: Victor Kempster
Costumi: Ruth E. Carter
Montaggio: Samuel D.Pollard
Origine: Usa, 2000
Durata: 135'
Sito: www.bamboozledmovie.com


Avvalendosi per la prima volta interamente del digitale (probabilmente per contenere i costi, insomma più per necessità che per estro visto che sarebbero stati pochi i produttori disposti ad appoggiare il suo progetto), Spike Lee torna ad essere graffiante ed incisivo. Se la prende apertamente con i suoi stessi "fratelli" puntando l'obiettivo sull'accettazione generalizzata da parte della gente di colore di un sistema, quello bianco, ancora razzista e fortemente autocratico. Ne è specchio rivelatore il mondo della televisione in cui pullulano immagini offensive per i neri, stereotipi vecchi e stantii che si credevano superati ma che in realtà sono ancora vivi e vegeti. Il suo urlo di protesta si fa sentire tramite il paradosso: Delacroix, un giovane autore laureato ad Harvard, unico nero di un'importante rete televisiva, si inventa un oltraggioso show pieno di clichés sugli afro-americani, riproponendo quegli spettacoli di varietà nati nel 1830 in cui attori bianchi truccati di nero con la bocca rossa facevano ridere scimmiottando i tanto arretrati indigeni negri. Lee si mette coraggiosamente in gioco sfidando anche i principi su cui si fonda l' integrazione razziale della società più libera e democratica del mondo, gli Stati Uniti. La critica è spietata e non risparmia nessuno: Delacroix è nero ma cerca con ogni mezzo di riscattarsi dalla famiglia e dall'ambiente in cui è nato e cresciuto, il suo capo è bianco ma è sposato con una nera e crede di conoscere i neri meglio dei neri stessi, i due ragazzi che vengono ingaggiati per lo show vengono dal ghetto e sono disposti ad umiliare se stessi e la propria gente pur di uscirne, il gruppo estremista che si infuria per l'oltraggioso show pensa di opporsi alla supremazia bianca imponendo la scrittura di black senza la c (blak!!!!).
Forse il film più politico di Spike Lee che, anche se arruffa un po' le carte soprattutto nel finale farraginoso e forzato, dimostra di essere ancora polemico, coraggioso e per niente rassicurante. Imperdibili gli ultimi minuti del film in cui scorre una tremenda carrellata di tutti gli spezzoni di film d'epoca con i pietosi ruoli-macchietta che gli attori neri erano chiamati ad interpretare.

Marco Catola