BLACK SYMPHONY

Titolo originale: El tuno negro
Regia: Pedro L. Barbero, Vicente J. Martín
Cast: Silke, Jorge Sanz, Fele Martínez, Maribel Verdú, Eusebio Poncela
Sceneggiatura: Pedro L. Barbero, Vicente J. Martín
Fotografia: Carlos Suárez
Musiche: Roque Baños
Montaggio: Juan Carlos Arroyo
Origine: Spagna, 2001
Durata: 92'



Annunciato per ben due volte, la prima al Fantafestival 2002 e la seconda al Fantafestival 2003, ma mai proiettato in nessuna delle due edizioni (!!!), ecco che finalmente, con un ritardo di due anni e nel periodo morto dell'estate, arriva anche da noi Black Symphony, l'horror che in Spagna ha sbancato tutti i botteghini.
Le università spagnole sono terrorizzate dal menestrello nero (il Tuno negro del titolo originale) che, con mascherina e mannaia, ripulisce le facoltà degli studenti "indegni". "L'ignoranza uccide" è il suo motto ed infatti chi ha la media insufficiente viene fatto fuori. Sulle tracce delllo spietato assassino ci sono Alex, una studentessa modello bella come il sole e forzuta come un karateka giapponese, e Victor, un giovane ispettore fascinoso come Il corvo e misterioso come Lupin III. Insieme riusciranno a risolvere il caso...Forse.
I due giovani registi (anche sceneggiatori) sono di certo degli appassionati del genere, masticano l'horror come patatine e tutti i suoi derivati come chewing-gum, su questo non ci piove. Black Symphony è infatti un thriller di sicura matrice argentiana (come rivela il sadismo misogino che imperversa per tutto il film e soprattutto la prima morte, quella del prologo, quasi un omaggio a "Suspiria"), e di sicura derivazione craveniana (l'ultimo Craven, quello della trilogia di Scream) per ambientazione (università) e personaggi (studenti, professori, killer mascherato). E' sanguinolento e pruriginoso al punto giusto, forse un po' troppo lungo e macchinoso in certi punti, ma nel complesso godibile, capace almeno di tenere desto l'interesse dello spettatore soprattutto nei risvolti fantasy della leggenda e della cultura prettamente iberiche. Certo gli effettacci da B-movie, le tettine al vento della (pur meravigliosa) Silke e una sceneggiatura groviera non sono proprio il massimo della vita però in queste accidiose giornate di insostenibile afa, ci si può stare…

Marco Catola