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BRIVIDO DI SANGUE Regia: Po Chih Leong
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| Steven
Griscz è un
uomo razionale e distaccato che ottiene sempre quello che desidera. Ottimo
lavoro, una bella casa e soprattutto le donne, che seduce con una tecnica
imbattibile. Eppure Steven è solo, non può dividere con nessuno
il suo terribile segreto e non riesce a godere di ciò che gli accade
perché è troppo preso dall’osservare gli altri, che
studia meticolosamente pur senza riuscire a comprendere la complessità della
vita umana. Steven è un vampiro, ed ha bisogno del sangue di giovani
donne per restare vivo. Non è sufficiente azzannare le malcapitate
e dileguarsi nella notte, come nella migliore tradizione di film sui vampiri,
Steven ha bisogno che le sue vittime si innamorino di lui perché è proprio
del loro amore, che entra nel suo corpo attraverso il sangue, che lui ha
estremo bisogno. La pellicola inizia con un’immagine enigmatica, una macchina finita, chissà come, sui rami di un albero, dall’abitacolo il sangue scende sul tronco fino al terreno erboso mentre un uomo si avvicina lentamente, prima del volto diafano ci colpisce il lungo cappotto nero, sarà il suo tratto distintivo per il resto del film. Dopo aver osservato senza emozione l’auto, l’uomo scrive sul suo quaderno una parola, disperazione, scopriremo poi che la vittima dell’incidente era la sua ragazza. Questa è la scena più inquietante di Brivido di sangue. Il resto è semplice ripetizione, nuova vittima, salvata dal suicidio poche settimane prima, lui che la morde succhiandole il sangue fino alla morte, un’altra annotazione sul diario, delusione, un cadavere occultato male che desta i sospetti di due poliziotti, talmente stupidi da fare tenerezza. Due fidanzate morte in circostanze sospette nel giro di pochi mesi e Steven è ancora libero di andare in giro a cercare la nuova vittima, Anne, una ragazza dolce, specializzata in storielle sulle bacchettine cinesi. Intanto, uno dei poliziotti è aggredito da una ridicola banda di delinquenti e riesce a salvarsi soltanto grazie a Steven (proverbiale forza dei vampiri) che è immediatamente cancellato dalla lista dei sospettati per i due omicidi. Anne è ormai innamorata di lui e per Steven, che diventa ogni giorno più debole, sarebbe arrivato il momento di ucciderla ma sorge un problema perché anche lui la ama e non vorrebbe ucciderla, ma se non la morde sarà lui a morire. Terribile dilemma che, purtroppo, non scatena il minimo interesse nello spettatore che a questo punto sta invece lottando terribilmente per non addormentarsi. Fortunatamente la sceneggiatura, cretina e scritta male, ci viene in aiuto, da questo momento e per tutta l’agonia di Steven, non si smette più di ridere, i dialoghi da assurdi diventano ridicoli e questo mix di melò, thriller ed horror, che non è riuscito a darci neppure una scena godibile, si trasforma in farsa. Si resta completamente insensibili circa la sorte di Steven, persino le terribili disquisizioni sulla “donna ideale” diventano accettabili e tra una risata ed uno sguardo all’orologio mi sono per un attimo fermata a pensare a tutte le chiacchiere che le distribuzioni fanno ogni anno circa un cartellone estivo interessante, Brivido di sangue, fondo di magazzino datato 1998, ci dimostra che “tra il dire e il fare…..” Anna Lai |
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