LA CASA DEI 1000 CORPI

Titolo originale: The house of 1000 corpses
Regia: Rob Zombie
Sceneggiatura: Rob Zombie
Fotografia: Alex Poppas, Tom Richmond
Cast: Sid Haig, Bill Moseley, Sheri Moon, Karen Black, Chris Hardwick, Erin Daniels, Jennifer Jostyn, Rainn Wilson, Tom Towles, Walt Goggins, Matthew McGrory, Rob Zombie
Origine: USA, 2003
Durata: 88'



Siamo alla fine degli anni Settanta. Quattro ragazzi in procinto di festeggiare Halloween stanno attraversando in auto la campagna statunitense e dopo una breve pausa da Capitan Spaulding, un bizzarro clown che ha adibito il suo distributore di benzina a casa degli orrori, decidono di continuare il loro viaggio nonostante la pioggia incessante e si imbattono in una giovane autostoppista sciroccata che li trascinerà dritti dritti all'inferno!!!
Davvero incredibile che la Eagle Pictures abbia deciso di far uscire anche da noi questo stralunato e sanguinolento horror americano di Rob Zombie, un rocker heavy metal, che si concede pure un breve cameo verso la fine del film, qui alla sua prima regia (ma si vocifera che sia già pronto a girare il seguito!). Un immenso grazie alla Eagle Pictures per il coraggio (dovrebbe far uscire tra poco anche un altro horror che nessuno si immaginava potesse raggiungere le sale, "Wrong turn"). Per la cronaca io credendo assolutamente impossibile l'uscita di questi due film in sala ho pensato bene di comprarmeli in dvd su internet!!! A saperlo…
"La casa dei mille corpi" (come al solito la traduzione del titolo è errata, corpses significa cadaveri e non corpi!) si ispira alla storia della famiglia Sawyer, già portata sullo schermo da Tobe Hooper in "Non aprite quella porta" (e recentemente anche dall'omonimo remake di Nispel distribuito sempre dalla Eagle Pictures!). E' decisamente una salutare boccata d'aria fresca nell'abissale atmosfera irrespirabile del genere horror moderno. E' una sorta di discesa agli Inferi traghettata da una banda di pazzi psicopatici inquietanti e schifosamente balordi. Un Grand Guignol all'ennesima potenza a metà tra il già citato "Non aprite quella porta", il mitico "Rocky horror picture show" e l'iconografia del primo Marilyn Manson. Sporco, crudo, violento, ironico, cattivo, psichedelico, malsano, acido. Insomma da non perdere.

Marco Catola