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LA CASA DI SABBIA E NEBBIA Titolo originale:
House of Sand and Fog
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| La
vita della giovane Kathy sta decisamente andando a rotoli. Un passato non
troppo remoto da alcolista, un marito che la ha abbandonata, una famiglia
lontana a cui nascondere la triste verità. L'unico bene che le rimane
è la casa in cui vive, lasciatale in eredità dal padre. Quando
per questioni fiscali la donna viene sfrattata e l'immobile messo all'asta,
l'ex colonnello iraniano Behrani l'acquista e vi si trasferisce momentaneamente,
intenzionato a rivenderla ad un prezzo molto maggiore. Tra i due comincia
così una lunga ed estenuante battaglia psicologica per difendere
i propri diritti. La casa vista come sicurezza e stabilità. Una casa fatiscente, perennemente avvolta dalla nebbia, ma che rappresenta molto più di quanto sembri: per Kathy l'unico legame col passato e con la famiglia, per l'uomo venuto da lontano una possibilità di ricreare il mondo che ha lasciato e stabilizzare la propria posizione in un paese che fa ancora fatica ad accettare gli stranieri. E poi il tema della povertà che arriva inesorabile e improvvisa a cambiare la vita delle persone, quello delle differenze culturali e religiose che alzano muri e provocano divergenze spesso inconciliabili. Vadim Perelman, figlio di immigrati russi, conosce bene queste problematiche ed è sicuramente anche grazie al suo background che è riuscito a trarre dal romanzo di Andre Dobus III un film sensibile e dignitoso. Più riuscita la prima parte, in cui si delineano i caratteri dei protagonisti e le loro storie dolorose, mentre alla seconda parte avrebbe forse giovato una drammaticità più contenuta. Tre nomination agli Oscar 2004: miglior attore protagonista, Ben Kingsley, miglior attrice non protagonista, Shoren Aghdashloo, e miglior colonna sonora originale (James Horner), ma nessuna statuetta portata a casa nella notte degli anelli. Simona Ottavo |
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