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Cecilia vive
con la sua famiglia in Toscana, in un paesino sul mare. La convivenza
è a dir poco difficile: la madre, premurosa ed incapace di contraddire
il marito, nel cercare di accontentare tutti finisce per creare soltanto
disaccordi, il padre sembra più interessato a migliorare il proprio
rovescio a tennis che ai problemi familiari, per non parlare del fratello,
egoista ed immaturo, che non perde occasione per tormentarla. Nei tristi
pomeriggi, trascorsi disegnando il mare, Cecilia sceglie la fuga come
unico mezzo per sottrarsi dagli insensati equilibri sui quali si fonda
la convivenza nella sua famiglia, tra incomunicabilità e continui
litigi.
A questo punto finisce il cortometraggio Cecilia, che ha ottenuto premi
e riconoscimenti in numerosi Festival Internazionali, ed inizia il lungometraggio,
una specie di secondo capitolo per porta all'epilogo della storia. Invece
di seguire Cecilia, Antonio Morabito sceglie di restare a casa, seguendo
con la sua cinepresa i comportamenti di una famiglia stupita e scioccata
per un evento totalmente inaspettato. In un piccolo centro le notizie
si divulgano alla velocità della luce quindi, dal verduraio al
panettiere, le informazioni sulla sparizione di Cecilia giungono ai vari
parenti, che accorrono a frotte per offrire il loro appoggio ai genitori.
A questi si uniscono amici, conoscenti, alla fine persino estranei che,
in una specie di follia collettiva, organizzano turni di lavoro per ricevere
informazioni da polizia ed ospedali, oppure per preparare i pasti per
la folla che si è ormai riunita in giardino. In un apparato burocratico
in grado di battere persino quello ministeriale, basato su timbri, firme
e registrazione d'ogni singolo e banale avvenimento, ogni personaggio
è soltanto un ingranaggio di una macchina assurda creata dal padre
di Cecilia, una specie di Benito Mussolini in canottiera, che fa comizi
affacciato al balcone della stanza da letto. Ormai è la follia,
esplode il malcontento, si arriva allo sciopero e alla guerra, con tanto
di barricate, che si conclude soltanto con la distruzione della casa;
tutto questo mentre Cecilia inizia la sua nuova vita in una grande città.
I personaggi che animano questo film sono, ad eccezione di Cecilia, la
quale però abbandona lo schermo molto presto, totalmente folli.
Persone che non riescono a mantenere il contatto con la realtà,
schiacciate da un meccanismo che non conoscono, totalmente spiazzate e
quindi vittime della prima persona disposta ad assumere il comando ed
a parlare, magari per ore senza dire niente, come appunto il padre di
Cecilia. Avrebbe potuto uscirne un'ora di divertimento, il risultato è
invece un senso d'irritazione, che nasce dal ritrovarsi davanti al grande
schermo a guardare una delle tante fiction che popolano gli schermi televisivi
nelle ore serali, soltanto un pochino più cattiva, con momenti
di panico quando a recitare è Gianni Grima, il padre di Cecilia.
Anna Lai
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