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Chinese Odyssey Regia: Jeff
Lau
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| Nella
Cina dell'epoca Ming quattro giovani si incontrano e si innamorano. Due
sono i figli dell'Imperatrice Dowager, il giovane Imperatore e sua sorella
Wushuang, mentre Li Yilong e Phoenix sono di umili natali ed hanno un'unica
proprietà, il vecchio ristorante dei genitori, che la ragazza gestisce
da sola da quando il fratello ha lasciato Meilong per vagabondare alla scoperta
del mondo. Fuggiti dal Palazzo Reale per sottrarsi rigido cerimoniale di
corte, l'Imperatore e Wushuang giungeranno, per un divertente scherzo del
destino, entrambi casualmente a Meilong e lì conosceranno l'anima
gemella, senza peraltro rivelare la loro identità, la ragazza addirittura
nascosta in abiti maschili, generando tutta una serie di malintesi e complicazioni.
Saprà l'amore vincere le differenze di classe? Jeff Lau, regista e sceneggiatore quasi sconosciuto al pubblico europeo, ma in patria considerato un maestro nella cosiddetta "commedia dell'assurdo", si diverte nel far ridere lo spettatore con un film surreale, ricco di battute e gag in puro stile nonsense, senza mai scadere nel volgare. Una doppia love story ambientata in un mondo fantastico e burlesco, popolato da personaggi improbabili ma incredibilmente simpatici, imperatori annoiati, principesse ansiose di conoscere il mondo, vagabondi pentiti, in un mix di satira sociale e sentimentalismo. Tutto già visto, per chi conosce un minimo l'eclettico cinema di Hong Kong, eppure in Chinese Odyssey elementi insensati, drammatici e comici sono mescolati con originalità, e il film risulta, se non impedibile, certamente godibile. Il ruolo del vagabondo è interpretato con grande autoironia da Tony Leung, indubbiamente l'attore più ricercato del continente asiatico, grazie soprattutto alla proficua collaborazione con Wong Kar Wai, qui in veste di produttore con la sua Jet Tone Films Limited. Anna Lai |
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