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City of God Titolo originale:
Cidade de Deus
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| Rio
de Janeiro è una città dal duplice e contraddittorio aspetto.
Se da una parte gli scenari incontaminati la rendono simile al Paradiso
terrestre, dall'altra la miseria e il degrado delle favelas costringono
a condizioni di vita infernali. C'è un quartiere, in particolare,
dove si lotta quotidianamente per la sopravvivenza: si chiama "Cidade
de Deus", la città di Dio, ma anche il Signore sembra aver voltato
le spalle ai suoi abitanti. Lì il potere è nelle mani dei
trafficanti di droga e le armi sono alla portata di tutti, anche di bambini
che le maneggiano come fossero giocattoli. Attraverso gli occhi di Buscapè,
un ragazzino che sogna di diventare fotoreporter, assistiamo all' avvicendamento
delle varie bande locali che si contendono il dominio del luogo, tra la
fine degli anni 60 e l'inizio degli 80. La rivalità più cruenta,
quella destinata a mietere il maggior numero di vittime, è quella
tra Zé Pequeno, giovanissimo trafficante che ha iniziato la sua sanguinosa
carriera fin da bambino, e Manu Galinha, un ex bigliettaio d'autobus che
da pacifico cittadino si trasforma in spietato vendicatore dopo le violenze
subite dai suoi cari. Dall'omonimo romanzo di Paulo Lins - 600 pagine, 300
personaggi - lo sceneggiatore Braulio Mantovani e il regista Fernando Meirelles
hanno tratto un film corale, in cui la vera protagonista risulta essere
la città di Rio, con la sua vitalità e la sua disperazione.
Attraverso gli anni (ottima la ricostruzione dei vari periodi) cambiano
i volti dei personaggi, ma non la storia che li vede in azione e che si
ripete senza possibilità di redenzione. Una storia che ha come tema
centrale lo spreco di tante vite umane, bruciate irrimediabilmente sin dalla
più tenera età. Attori rigorosamente non professionisti, presi
- nel vero senso del termine - dalla strada, rendono ancora più credibile
una vicenda che ha dell'incredibile.
Simona Ottavo |
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