IL CLUB DELLE PROMESSE

Regia: Marie-Anne Chazel
Sceneggiatura: Marie-Anne Chazel, Benjamin Legrand
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Pierre Palmade, Nathalie Corré, Franck Dubosc, Marthe Villalonga, Arnaud Giovaninetti, Michel Scotto Di Carlo
Fotografia: Pascal Caubere
Montaggio: Catherine Kelber
Costumi: Marine Orfino
Origine: Francia, 2004
Durata: 93’
Distribuzione: 01 Distribution
Genere: Commedia


Kathy, Tara e Yann sono amici per la pelle. Cresciuti insieme su una sperduta isola bretone, decidono di tentare la fortuna e si trasferiscono a Parigi. La vita di città non sembra preoccuparli più di tanto: ognuno è riuscito ad avere successo nel lavoro, un po’ meno in amore (l’unico che ha trovato la serenità sentimentale è Yann!). Un giorno Yann scopre di essere gravemente malato e prima di morire vuole che le sue due amiche gli promettano ciascuna una cosa: Tara deve lasciare l’insopportabile Thomas e rifarsi a una vita, Kathy deve lasciarsi andare all’amore e mettersi con l’adorabile Romain. Riusciranno le due giovani donne a portare a termine la promessa fatta all’amico del cuore?
Tratto dal romanzo campione d’incassi in Francia, “Le club de la dernière chance” di Maryan Keyes, “Il club delle promesse” segna l’esordio da regista (all’attivo ha soltanto un corto “Le coeur sur la main” in cui dirige dieci attori in dieci minuti!) di Marie-Anne Chazel che nasce come attrice alla fine degli anni Settanta con registi del calibro di Patrice Leconte, Jean-Marie Poire e Philippe De Broca.
Tre facce di una stessa anima, quella della regista, i tre amici protagonisti seguono ciascuno un percorso di iniziazione alla vita del tutto diverso: Kathy è chiusa e riservata e non fa entrare nessun uomo nel suo cuore ma alla fine si scioglierà come neve al sole, Tara è legata sentimentalmente ad un uomo odioso che non la ama e la opprime e riuscirà a liberarsene e con lui spariranno anche tutti i suoi complessi di sfigata, Yann, omosessuale, è di sicuro il più equilibrato, ha un compagno che lo ama ma si trova a dover fare i conti con la malattia (per una volta non l’aids) e la morte.
I toni usati dalla Chazel sono sempre quelli da commedia transalpina radical-chic, anche nei momenti più drammatici aggirando prontamente il rischio della caduta libera nel patetico, nonostante questo “Il club delle promesse” si insinua spesso in strade a fondo chiuso da cui non riesce più ad uscire perdendo un certo equilibrio che sarebbe necessario in una storia a tre teste come è questa. Succede infatti che la tripla narrazione si sbilanci nel corso del film pendendo più per le due donne che per l’amico malato (peraltro fulcro della fondazione di questo club delle promesse). Sì c’è la Mezzogiorno in trasferta francese che per la prima volta si concede alla macchina da presa senza veli (memorabile la scena di autoerotismo nella vasca da bagno) però anche le aggraziate e acerbe forme della nostra attrice figlia di papà poco possono di fronte ad una sceneggiatura zoppicante e ad una regia a tratti quasi arrendevole e lasciva. Per chi si accontenta…

Marco Catola