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CODICE
46 Regia: Michael
Winterbottom
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| Codice
46 è fondamentalmente una storia d'amore. L'ambientazione futuristica
in una Shangai asettica e ultramoderna completamente circondata dal deserto
non rientra nell' immaginario cupo e stagnante cui ci avevano abituato autori
come Dick o Gibson. Tuttavia anche la luce nasconde tante ombre e il futuro
prossimo non è certo meno inquietante di quello tratteggiato in "Blade
Runner" o in uno dei romanzi di Sterling. In apparenza il futuro non
ha apportato notevoli modifiche al mondo che ci circonda. Sembra tutto uguale
a come è adesso, in realtà per muoverti da una parte all'altra
del mondo hai bisogno di "coperture" giornaliere e per entrare
in città devi avere dei pass chiamati "papelles", una sorta
di visto e passaporto insieme, senza i quali sei destinato a vivere fuori
del confine, insomma è come se non esistessi. Tutti sono stati più
o meno clonati, ognuno ha una parte del corpo appartenuta ad un altro, le
generazioni non sono più "pure", anche la procreazione
può essere programmata e preorganizzata. Ma la cosa più interessante
riguarda la memoria. I ricordi possono essere riuniti in una sorta di diario
che li immagazzina sotto forma di immagini in movimento così da poterli
avere sempre a portata di mano. In questa atmosfera di regolarità generalizzata, in cui tutto funziona alla perfezione, c'è sempre qualcuno che vuole andare oltre le leggi e cerca di frodare il sistema. Qualcuno sta creando delle papelles false per poter permettere di entrare nel mondo "vero" anche a chi non ha il permesso. William è un investigatore assunto dalla Sphinx, la società assicuratrice che crea le papelles, per cercare il responsabile. Grazie all' empathy virus, che gli permette di leggere nel pensiero delle persone, riesce a trovare il colpevole, Maria, una ragazza che lavora alla Sphinx ma proprio mentre la sta per arrestare succede una cosa che non aveva previsto: si innamora di lei. Winterbottom, fresco fresco dell'Orso d'oro a Berlino, presenta un film fantascientifico anomalo ed inaspettato, con Samantha Morton che replica il personaggio dell'androide pre-cog di "Minority Report" e Tim Robbins che sembra proprio caduto dal cielo tanto è a disagio. Scritto da Frank Cottrell Boyce, collaboratore del regista sin dai tempi di "Welcome to Sarajevo" e "Butterfly Kiss", Codice 46 è stato presentato in concorso al Festival di Venezia 2003 dove è stato tiepidamente accolto da critica e pubblico. E in effetti anche se l'idea di fondo che anche tra miliardi di anni quando tutto sarà modernizzato e ogni cosa sarà possibile le questioni umane saranno sempre le stesse come l'amore, i sentimenti, la libertà non è da buttare, al di là di questo resta davvero poco. Il Codice 46 del titolo è quello che definisce una gravidanza indesiderata. La donna con il codice 46 viene sottoposta ad un aborto che le rimuove non solo il feto ma anche ogni memoria legata all'amante. E questo è proprio quello che accade a Maria che se incontrerà di nuovo William non avrà di lui alcun ricordo.
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