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CODICE HOMER - A DIFFERENT LOYALTY
Regia: Marek Kanievska
Cast: Sharon Stone, Rupert Everett, Julian Wadham, Michael Cochrane,
AnnLambton, Jim Piddock, Joss Ackland, John Bourgeois, Ron Lea
Sceneggiatura: Jim PiddockFotografia: Jean Lepine
Montaggio: Yvann Thibaudeau
Scenografia: Isabelle Guay
Musica: Normand Corbeil
Origine: Usa/GB/Canada, 2004
Durata: 96'
Distribuzione: DIA
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Qualcuno
si ricorda di Marek Kanievska? Ne dubito...No, non è un
politico dell'Europa dell'Est e neppure un campione di salto con l'asta
di origine russa. Marek Kanievska è un regista. Inglesissimo
nonostante il nome. E peraltro di un certo livello. O almeno all'inizio
della sua carriera lasciava supporre che lo fosse. Il suo film d'esordio,
il tutt'altro che eccelso "Another Country", per
un pelo non vinse la Palma d'Oro a Cannes nel 1984. Sono passati vent'anni
da allora e questo atipico regista (in questo lasso di tempo ha girato
solo altri due film!) torna dietro la macchina da presa per girare
una spy-story d'altri tempi con due star alla deriva, Sharon
Stone, eccezionalmente corvina (ricorda un po' Madonna nel video "Like
a prayer"), e Rupert Everett, sbilenco più che mai, che
aveva proprio esordito con "Another country"e che qui è in
veste anche di produttore.
In "Another
country" Everett, spia inglese del Kgb, rimembrava in un lungo flashback
l'iniziatica esperienza del college tra studio, pulsioni omosessuali
e tentazioni marxiste. Paradossalmente "Codice Homer", tratto
da una vicenda realmente accaduta (si ispira alla vita di Kim Philby e
di sua moglie Eleanor), narra la storia di Leo Cauffield, un giornalista
inglese un tempo a capo del controspionaggio dei servizi segreti britannici,
che nel gennaio del 1963 scompare senza lasciare traccia. La moglie Sally,
disperata, non si dà per vinta e vuole a tutti i costi ritrovare
il marito. In nome di uno sconfinato amore, Sally riuscirà nel suo
intento ma scoprirà sulla propria pelle che la persona con cui ha
sempre vissuto non è proprio quella che diceva di essere…E
sembra proprio una sorta di prosecuzione (o di congiunzione se vogliamo)
di "Another country" (si scopre, infatti, che Cauffield è una
spia del Kgb!).
Più che
una semplice spy-story, un vero drammone romantico a fosche tinte. Misteri,
inganni, passioni sullo sfondo della Guerra Fredda. In realtà un
film spaccato in due: da una parte l'amore (Sharon Stone), dall'altra
l'ideologia (Rupert Everett). Lo spionaggio fa un po' da spartiacque. E
da specchietto delle allodole purtroppo. Pur essendo centrale (e predominante),
in realtà lo spionaggio non spicca mai il gran salto ma vola raso
terra inabissandosi a volte nelle acque appassionate del romanzo d'appendice.
La lotta tra i due poli opposti Everett-Stone è pari sulla carta
ma impari sullo schermo. Vuoi per una scarsa predisposizione dell'ex-bel
tenebroso inglese, ridotto a poco più che una gruccia imbalsamata
dall'inesorabile passare del tempo (e temo dai ritocchi del chirurgo),
a credere nel ruolo della spia, vuoi per un eccesso di zelo della appassionata
Stone, rosa d'amore e carica di verve insolitamente latina. Insomma
l'ideologia alla fine vince sull'amore ma nessuno, regista
compreso, sembra crederci tanto.
Marco Catola
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