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COMANDANTE Regia: Oliver Stone
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ex militare statunitense ferito e decorato in Vietnam, in tre giorni,
filmando 30 ore, intervista l’uomo alla guida di una rivoluzione
socialista da quasi 50 anni, scomodo vicino dell’Impero. Domande
a volte strampalate e superficiali, altre ficcanti, simpatiche punzecchiature,
forzature filosofiche, curiosità per gli aspetti privati, mentre
la cinepresa scruta gli occhi neri e le mani inquiete. Spesso l’uno
a fianco all’altro, per un ritratto affettuoso ed umano. Con l’aggiunta
di materiale d’archivio, vita quotidiana di strada, camminate tra
la gente in compagnia di Fidel. I 16 anni della guerriglia dei barbudos
nella giungla, ed un bilancio a partire dalla presa del potere con l’obiettivo
della democrazia partecipativa e la giustizia sociale (“quando
avremo realizzato il nostro programma mi taglierò la barba”).
Castro illustra le conquiste raggiunte: la nazionalizzazione delle imprese,
l’internazionalismo con l’invio in Angola di 30.000 uomini
nel ’75, l’alfabetizzazione, la riforma agraria, la sanità (nella
visita all’università di medicina incontriamo studenti provenienti
da diversi paesi del mondo latino), l’aborto, il peso delle donne
nella società, il rifiuto etico della tortura, lo sforzo per il
superamento dell’omofobia e del machismo, l’uguaglianza razziale,
il sistema elettorale in cui i cittadini, non il Partito, eleggono i
delegati. Si ripercorrono anche momenti cruciali della storia cubana
come la morte di Ernesto “Che” Guevara, i rapporti con l’URSS,
la Baia dei Porci, la crisi dei missili, l’embargo. Fedro ("Visionari" - Radio Onda Rossa) |
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