Il consiglio d'Egitto


Regia: Emidio Greco
Cast: Silvio Orlando, Tommaso Ragno, Antonio Catania, Leopoldo Trieste, Renato Carpentieri, Marine Delterme
Musiche: Luis Bacalov
Costumi: Agnes Gyarmathy, Ivo Crnoyevic
Sceneggiatura: Lorenzo Greco, Emidio Greco
Fotografia: Marco Sperduti
Scenografia: Andrea Crisanti
Montaggio: Bruno Sarandrea
Origine: Italia, 2001
Durata: 2h e 15'

 

Ancora Sciascia. Dopo dieci anni da Una storia semplice, Emidio Greco ci ritenta e affronta un altro romanzo dello scrittore siciliano che però ha ben poco di semplice, Il consiglio d'Egitto. Ambientazione storica (siamo nella Sicilia di fine '700), trama articolata, personaggi complessi. No, decisamente non è una storia semplice. Eppure Greco fa un lavoro impeccabile. L'accuratezza certosina con cui Greco ricostruisce gli ambienti (interni dei palazzi, pavimenti, affreschi, costumi), sceglie (e dirige) gli attori, descrive la società aristocratica siciliana non può lasciare indifferenti. Un film di facce, di luoghi, di atmosfere. Di facce intense ed espressive (tra tutti Tommaso Ragno, visto di recente in Chimera e scandalosamente sottovalutato dal cinema italiano, Renato Carpentieri, come sempre adatto ad interpretare ruoli minori ma incisivi, e perfino Leopoldo Trieste, che avrà sì e no cinque battute ma che riesce a darci l'essenza del suo personaggio anche in pochi secondi). Di luoghi sontuosi e suggestivi. Di atmosfere asfittiche e pesanti. Ma allora cosa c'è che non va? Silvio Orlando!!! Ma Emidio Greco l'ha visto bene in faccia? Sembra Lupo Alberto! Ma come si fa ad affidargli il ruolo di protagonista? Ammettendo pure che fisicamente possa andare (vista la faccia da tonto che si ritrova ne dubito), la resa recitativa è nulla. Il personaggio che interpreta, l'abate Vella, è sì un mediocre (come Silvio Orlando!) ma è viscido, ambiguo, spregiudicato, cinico (riesce ad ingannare tutti con le sue fandonie) e sinceramente l'interpretazione minimalista (i critici leccaculo la chiamano così essendo Orlando un protetto di Moretti, per me si tratta di semplice incapacità di recitare, Orlando si limita in ogni film ad essere Orlando, la cosa peggiore per un attore che non deve mai!!! essere se stesso!) non rende nessuna delle sfumature di un personaggio così sfaccettato e complesso.

Marco Catola