CONTRONATURA

Regia: Alessandro Tofanelli
Sceneggiatura: Alessandro Tofanelli
Cast: Andrea Di Stefano, Valeria Cavalli, Maya Sansa
Fotografia: Aldo Di Marcantonio
Musiche: Manuel De Sica
Montaggio: Patrizio Marone
Origine: Italia, 2005
Durata: 110'

 

 



La bella e insoddisfatta moglie del farmacista di una cittadina di provincia si innamora, ricambiata,di un ombroso guardiacaccia che vive nella macchia migliarinese (il film è stato interamente girato nella riserva naturale di San Rossore-Migliarino-Massaciuccoli) e traffica illegalmente in animali; la relazione tra i due altera l’equilibrio strano e morboso che esiste tra l’uomo e la propria sorella finendo con lo scatenare tragiche conseguenze.
Che il regista, qui al suo esordio dietro la macchina da presa, sia un bravo documentarista e un bravo pittore lo si percepisce chiaramente dalle immagini, dalla ricerca del cromatismo e dall’uso della luce: tra gli elementi più interessanti del film ci sono proprio la fotografia e gli scenari mozzafiato che fanno da sfondo alla vicenda. Ma Tofanelli si dimostra anche molto abile nella scelta e direzione degli attori, in particolare di Di Stefano, perfetto nel ruolo del selvaggio e introverso Giacomo, uomo/animale che si muove senza controllo in un mondo senza tempo. Azzeccate anche Valeria Cavalli nei panni della signora borghese “illuminata” dall’incontro-scontro con l’”uomo del bosco” (è proprio lui a ferirla accidentalmente mentre cerca di cacciare un animale e ad estrarla dall’auto finita fuori strada al punto da generare in lei la convinzione che sia lui il suo salvatore), e Maya Sansa, che è la silente, misteriosa, disturbata sorella/compagna del protagonista.
Sebbene l’idea che sta alla base del film, (l’incontro tra due anime diametralmente opposte che provengono da ambienti diversissimi, l’uno vive immerso nella natura e ne è parte integrante, l’altra è un prodotto prettamente sociale, estraneo, che dall’esterno viene a contaminare un (apparente) paradiso naturale) possa innescare una serie di spunti narrativamente interessanti, purtroppo la sceneggiatura, peraltro scritta proprio dallo stesso Tofanelli, risulta abbastanza debole e forse, in questo caso più di altri, viste le grandi doti visive del regista toscano, sarebbe stato meglio farsi affiancare da uno sceneggiatore professionista. Le immagini, infatti, pur suggestive e avvolgenti, non bastano a riempire di senso e significati una pellicola che sfiora quasi le due ore. La noia regna sovrana soprattutto nella seconda parte quando lo sguardo del regista gira un po’ a vuoto tra scenari silenziosi e paesaggi autunnali prima di avviarsi alla tragica conclusione.
Presentato con successo all’Europa Cinema 2005 di Viareggio, dove ha ricevuto la MenzioneSpeciale della Giuria ed è stato pure definito “una versione tirrenica e moderna dell’amante di Lady Chatterley”.

David Morelli