Corky Romano

Regia: Rob Pritts
Sceneggiatura: David Garrett, Jason Ward
Interpreti: Chris Kattan, Peter Berg, Peter Falk, Chris Penn, Fred Ward, Vinessa Shaw, Richard Roundtree,
Origine: Usa, 2001
Durata: 85'
Sito ufficiale: www.corkyromano.com

Gli Americani non riescono più neppure a far ridere. La crisi del cinema Usa è ormai ad ogni livello. Non ci sono film d'autore, non ci sono blockbuster di pregio, non ci sono kolossal da plauso e adesso neppure commedie frizzanti. E non c'entra l'11 settembre! La tendenza del cinema USA di buttarsi sui remake ha un alibi: l'insanabile demenza autoriale non è in grado di stare al passo coi tempi e di soddisfare le minime esigenze di intrattenimento dello spettatore meno pretenzioso. Ma meglio i remake (anche se brutti) che le parodie di serie Z!
Corky Romano è l'ennesima commedia americana senza ritmo e senza humour che vorrebbe sbeffeggiare il mondo della mafia e dell'FBI (sai che originalità!) ma che è troppo presa a seguire un filo logico (che non c'è!) e a cercare di far ridere a tutti i costi (con continue cadute di gusto) per destare un minimo interesse.
C'è veramente qualcosa di divertente in un'accozzaglia di sketch (poco) comici tenuti insieme da una trama insulsa che gira a vuoto come un disco rotto? C'è veramente qualcosa di divertente in vedere questo incrocio tra Martin Short e Totò Schillaci con una dentierona che farebbe invidia a Nilla Pizzi fare smorfie e peti come Alvaro Vitali nei gloriosi Anni Ottanta? C'è veramente qualcosa di divertente in vedere Chris Penn (che fine!) con turbe da omosessuale latente (uh che ridere il mafioso gay!!!)? Ma almeno fosse un film demenziale come "Una pallottola spuntata" o "Scuola di polizia", invece Pritts ha la pretesa di costruire un intreccio narrativo da encefalogramma piatto che si illude di strappare una risata ma che fa solo addormentare.

Marco Catola