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CORPI IMPAZIENTI Titolo originale:
Les corps impatients
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| Corpi
impazienti. Impazienti di crescere, di (soprav)vivere, di (non) morire,
di reagire, di esplodere. Sono i corpi di Charlotte, Paul e Ninon, tre ragazzi
appena ventenni alle prese con il disagio delle turbolenze d'amore, del
deperimento della malattia e della paura della morte. Charlotte e Paul si amano. Charlotte scopre di soffrire di un male incurabile. Ninon si insinua tra i due creando scompiglio. Uno scompiglio che mette a soqquadro le certezze (presunte) dell'amore. La coppia si disfa, si allontana, si lascia, si ripiglia, si ricuce, si rinsalda. Ma con una nuova identità. Tre punti, e non più due, che si incontrano a formare un triangolo scaleno, irregolare, senza un piano di appoggio fisso, che tende a mutare di continuo vertice e base. Un triangolo informe e deforme i cui lati sono i corpi e gli angoli i cuori. L'unione dei tre punti non è perfetta...Ma sopravvive. Ninon è il terzo incomodo. Ma è pure l'unica sorgente di vita a cui Charlotte e Paul possono aggrapparsi. Ninon è la vulva da cui Paul e Charlotte possono attingere energia e nutrimento. La stessa Charlotte in un primo momento accetta di buon grado la relazione sessuale tra Paul e Ninon. La sua fame di vita è consapevole del benefico influsso che può derivarne. Solo in un secondo momento ne rifiuta la carnale fisicità. Proprio perché di fronte alla malattia e alla morte anche l'amore cambia i propri connotati. Non più serbatoio di certezze ma focolaio di contraddizioni. Un gesto istintivo e solidale ne nasconde in realtà un altro di uguale intensità ma opposto. E non ci sono parole che possano spiegare le emozioni ma solo gesti. L'unico linguaggio è quello fisico. Sono i corpi a parlare. Il corpo straziato di Charlotte che urla di dolore. Il corpo tatuato di Paul che rantola d'amore. Il corpo sinuoso di Ninon che grida di piacere. Un menage à trois sbilanciato, senza equilibrio ma destinato forse proprio per questo a restare in piedi. Senza prese di posizione. Senza giudizi morali. Senza scelte di vita. Marco Catola |
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