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CRIME SPREE Regia: Brad
Mirman
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sfigatissimi ladruncoli parigini al servizio di un (poco) mefistofelico
boss di origini italiane, Bastaldi, dopo l'ennesimo furto miseramente fallito,
vengono spediti oltreoceano per rubare una preziosa collezione di gioielli.
Chiaramente il colpo non va in porto e per una serie di tragicomiche disavventure
si ritroveranno invischiati in una fittissima rete di inganni e omicidi
tra mafia, FBI e gang latinoamericane. Crime spree è una sorta di gangster story da strapazzo con sceneggiatura raffazzonata e farraginosa, colpi di scena ridondanti e telefonati, personaggi simpatici ma poco sviluppati, sparatorie inutili e girate male, fotografia da terzo mondo. C'è chi parla di ritorno del B-movie. Ok ci sto ma il problema è un altro. Mirman voleva davvero fare un B-movie o credeva di fare un vero film? No perché per tutto il film il dubbio resta. Sinceramente sembra che Mirman non sappia proprio che pesci pigliare. A tratti commediola nera, a tratti poliziesco serio, a tratti puntatone brutto di NYPD. In ogni caso il cast francese trasportato negli States è proprio spaesato e non credo fosse questo l'effetto voluto da Mirman (o almeno non più di tanto). Nessuno a partire dal sempre più insopportabile Depardieu fino al sempre meno convinto Hallyday (accettabile solo in "L'uomo del treno") e al sempre più avvilente Keitel (qui è uno sprovveduto boss mafioso che fa il verso al già fin troppo odioso De Niro) riesce a reggere il proprio ruolo. Tutto già visto e rivisto. E per di più si ride poco e si sbadiglia tanto. Insomma cinema che imita altro cinema peraltro già morto e sepolto. Non da evitare ma quasi Marco Catola
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