CRIMINAL

Regia: Gregory Jacobs
Sceneggiatura: Gregory Jacobs; Sam Lowry (basata sul film “Nueve reinas”)
Interpreti: John C. Reilly; Diego Luna; Maggie Gyllenhaal; Peter Mullan; Jonathan Tucker; Enrico Colantoni
Fotografia: Chris Menges
Montaggio: Stephen Mirrione
Origine: USA 2004
Durata: 86’
Sito: www.criminalmovie.com


Los Angeles, Richard sorprende Rodrigo mentre cerca di truffare due cameriere in un casinò e, fingendosi un poliziotto, lo scorta fuori del locale. Arrivati alla macchina gli confida di essere lui stesso un truffatore e gli propone di unirsi a lui per qualche lavoretto, una sorta di banco di prova per una futura collaborazione. Dopo alcuni piccoli imbrogli si presenta la grande occasione, rifilare a William Hanningan, un collezionista irlandese ospite del lussuoso hotel nel quale lavora la sorella di Richard, una copia perfetta di un rarissimo Monroe Silver Certificate del 1878 valutato almeno 750 mila dollari. Ma per organizzare l’affare più grosso della loro vita Richard e Rodrigo devono accordarsi con altri truffatori e imbroglioni, ognuno desideroso di ottenere una fetta della torta, nonché trovare un accordo con Valerie, in lite con il fratello per una questione di eredità. Il finale a sorpresa dimostra come nulla è esattamente come lo avevamo immaginato.
“ Criminal”, remake del discreto film argentino “Nove regine”, è il primo lavoro da regista di Gregory Jacobs, già produttore e assistente alla regia di Steven Soderbergh, qui produttore insieme a George Clooney. Il regista dimostra una certa abilità nel mantenere un ritmo notevole per tutta la durata della pellicola, come pure nel coinvolgere lo spettatore nell’impresa di scoprire chi inganna chi. I personaggi sono ben delineati e gli attori all’altezza del ruolo, primo fra tutti John C. Reilly che si conferma, nei panni del cinico truffatore Richard, come uno degli attori più interessanti ed eclettici del cinema americano. Il problema di “Criminal” è che non arricchisce in alcun modo il già vasto filone delle pellicole sul mondo dei truffatori, e poiché resta strettamente legato alla trama di “Nove Regine” appare sostanzialmente come un remake realizzato ad uso e consumo del pubblico americano, generalmente poco propenso ad apprezzare opere non in lingua inglese.

Anna Lai