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IL CUORE DEGLI UOMINI Titolo originale:
Le coeur des hommes
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| Alex,
Antoine, Jeff e Manu. Quattro uomini non più giovanissimi, con diversi
modi di vedere la vita, ma accomunati da una amicizia decennale. Di fronte
ad eventi importanti - la morte di un padre, l'infedeltà di una donna,
il matrimonio di una figlia - parlano, si confrontano, si mettono a nudo,
svelando la fragilità che, dietro un'apparente corazza, ognuno di
loro si porta appresso. Gli uomini riscoprono il piacere di raccontarsi. Non sono più, o forse non lo sono mai stati, quelli che non devono chiedere mai: ora sanno analizzare il loro rapporto con le donne con sincera lucidità, senza timore di apparire deboli, ma perdonando quando ce n'è bisogno e ammettendo all'occorrenza i propri errori. E il pudore dei sentimenti, retaggio culturale di secoli, nulla può contro il bisogno d'amore che abbiamo tutti, uomini e donne. Dopo "15 agosto", film di Patrick Alessandrin sulla battaglia tra i sessi, il cinema francese continua a sfornare commedie sentimentali dotate di intelligente ironia, che mostrano caratteristiche e personalità dei protagonisti senza deragliare nella facile tentazione di una psicologia spicciola. Marc Esposito, al suo primo lungometraggio dopo una serie di corti e sceneggiature e un passato da giornalista, dimostra di saper padroneggiare la macchina da presa con mano sicura, anche grazie ai bravi interpreti, tra cui spicca Jean-Pierre Darroussin, ormai abbonato al ruolo del perdente tenero e stralunato (il suddetto "15 agosto", "Ah se fossi ricco!"). Un "Donne senza trucco" in versione maschile e in chiave francese, condito da una colonna sonora che farà felici gli amanti del kitsch italiano, che potranno riascoltare canzoni dei Pooh e di Toto Cutugno. Simona Ottavo INTERVISTA A MARC ESPOSITO E JEAN-PIERRE DARROUSSIN Signor Esposito,
il film parte da esperienze autobiografiche? Ci sono molte cose autobiografiche, sparse nei personaggi. Personalmente ho avuto un gruppo di amici, ma non per venti-trent'anni di seguito Sembra che
le donne non ne escano molto bene. E' una sua opinione? No, sono tante e quindi tutte diverse. Non tutte sono isteriche o nevrotiche. La coppia
più equilibrata sembra essere quella di Alex e sua moglie. E' così? Beh, ora scriverò "Il cuore degli uomini 2" e così vedremo come va a finire la loro storia Ci parli
della scelta di regia. La macchina da presa è quasi sempre frontale,
come mai? Ho scelto di inquadrare i personaggi frontalmente perché era l'unico modo per far sparire del tutto la macchina da presa e rendere tutto più vero. Gli attori
hanno provato molto? Darroussin: Non ci conoscevamo tra noi quattro, c'eravamo visti solo una volta. Abbiamo letto il testo e ci siamo messi subito al lavoro. Si è creata una specie di sinergia, con quattro uomini che si confrontano sulle donne. Sono spaventati dall'evoluzione delle donne, su cui non hanno più controllo. E' nata un'amicizia? Darmon e Lavoine sono anche cantanti e prendevano il controllo, c'era molta allegria sul set. Signor Esposito,
è un appassionato di musica italiana? Nel film ci sono canzoni
dei Pooh e di Toto Cutugno. Sin dall'inizio volevo musica non francese, altrimenti il pubblico avrebbe potuto pensare che il testo facesse riferimento alle situazioni in scena. Con la musica italiana non c'è questo pericolo e poi nelle canzoni italiane c'è una componente latina che dà allegria. Ha seguito
dei modelli cinematografici per la sceneggiatura? I quattro personaggi sono completamente inventati. Ci sono comunque dei riferimenti, film che raccontano gli uomini, come "C'eravamo tanto amati". Ci sono molte
scene con il paesaggio della città. Come mai? E' stata una scelta ben precisa, da un po' in Europa non si fa, forse si ha paura dell'effetto cartolina. Ma Parigi è una città così bella che volevo inserirla. Signor Darroussin,
vorrebbe recitare il ruolo di un seduttore? Dovrei essere più giovane e poi mi identifico nel ruolo del perdente, che alla fine ispira tenerezza, quindi non è male Simona Ottavo |
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