Cuore scatenato

Regia: Gianluca Sodaro
Interpreti: Francesco Sfarmeli; Barbara Rizzo; Reeno-Raiz; Gigio Alberti; Aldolfo Margotta
Sceneggiatura: Andrea Pallanza e Gianluca Sodaro
Musiche: Almamegretta e Calexico
Origine: Italia
Durata: 80'
Sito ufficiale: www.cuorescatenato.it

Boe Tamburo è il più violento e spietato pistolero di tutta la Sicilia e su di lui pendono diversi mandati di cattura. Il suo prestigio è aumentato dalla bellezza della giovane moglie, Donna Bella, inviolabile oggetto di desiderio per tutti gli uomini del paese, tra cui i frequentatori del bar "La Gazzosa", Compare Rudy, Billy Cuccia e Santo Cimino.
Dopo l'ennesimo massacro perpetrato da Boe, solo contro almeno dieci uomini, lo sceriffo Frankie, da tempo sulle sue tracce, riesce ad arrestarlo ed a portarlo in prigione, dove viene accolto trionfalmente. Ma la leggenda di Boe Tamburo volge al termine, dopo una notte popolata da terribili incubi, la bellissima moglie che si esibisce in un conturbante spogliarello davanti ai suoi amici, Boe si sveglia con un bel paio di corna, lucide ed appuntite. La diagnosi del medico è chiara: Boe è cornuto. Spinto dalla gelosia, fugge dai lavori forzati mimetizzandosi con delle mucche al pascolo, all'occorrenza possono far comodo anche un paio di corna, e torna in paese per ottenere vendetta, non senza aver prima incontrato nel deserto addirittura il diavolo ed aver vinto, al famoso "El diablo Quiz Show", un cavallo, una pistola ed un completo da pistolero.
Nel primo lungometraggio di Gianluca Sodaro, regista trentenne con un passato da copywriter pubblicitario, affiora la Sicilia con la sua lingua, a tratti quasi incomprensibile, i suoi personaggi bruciati dal sole, e il fascino di una tipica bellezza mediterranea, che ha il viso e il corpo di Barbara Rizzo. La storia è carina, peccato che nel grande calderone, di quello che sarebbe potuto diventare un gustoso minestrone, i vari ingredienti (battute taglienti come rasoi, musica, sangue, amore e gelosia) siamo mescolati un po' a caso, lasciando il film senza una propria identità. Si esce dalla sala senza aver capito nulla, ma probabilmente con c'è poi molto da capire, insoddisfatti per non aver trovato neppure lo stimolo per una salutare risata ed in parte anche irritati dall'interpretazione di Francesco Sfarmeli che recita con la stessa espressione del Nunzio di "Due amici", un ruolo che avrebbe richiesto un interprete sicuramente più cangiante.

Anna Lai