DANCING AT THE BLUE IGUANA

Regia: Michael Radford
Sceneggiatura: David Linter, Michael Radford
Cast: Daryl Hannah, Jennifer Tilly, Elias Koteas, Sheila Kelley, Charlotte Ayanna, Sandra Oh, Kristin Bauer, Vladimir Mashkov, Robert Wisdom, Isabelle Pasco
Fotografia: Ericson Core
Scenografia: Martina Buckley
Montaggio: Roberto Perpignani
Musiche: Tal Bergman, Renato Neto
Origine: Usa, 2000
Durata: 123'



Il Blue Iguana è uno strip club situato nella San Fernando Valley di Los Angeles. Angel, Jo, Stormy, Jessie e Jasmine sono cinque delle tante spogliarelliste che vi lavorano. Ogni notte offrono i loro sinuosi corpi a uomini arrapati e a donne curiose nella speranza di raggranellare più mance possibili. Lo strip non è la loro massima aspirazione. Ciascuna ha dei progetti, dei sogni, delle aspettative che non sempre riescono a divenire realtà.
Dopo il mediocre Il postino con Troisi ed il terrificante B.Monkey con Asia Argento, Radford cambia decisamente registro, si dà al cinema indipendente e sposta la sua attenzione su una storia corale al femminile.
Dancing at the Blue Iguana è una sorta di versione brutta, sporca e cattiva di Showgirls.
Radford rinuncia al patinato, ai lustrini e alle luci della ribalta optando per una messa in scena livida, cupa, disadorna. Approfondisce i caratteri delle sue "eroine": Angel (Daryl Hanna) è magra come un grissino, ha la grazia di una angelo, è piena d'amore e un po'svampita, vuole prendere un figlio in affidamento ma con la vita che fa è difficile che ci riesca; Jasmine (Sandra Oh) è orientale ma è nata a Seattle (!!!), ha la passione per la poesia e scrive versi nei momenti di pausa, conosce un ragazzo che la apprezza proprio per quello che scrive e non per il suo corpo; Joe (Jennifer Tilly) è scatenata, intrattabile, fondamentalmente sola, si droga, tende all'autodistruzione, si scopre incinta e decide di abortire ma la sua scelta non la lascia indifferente; Stormy (Sheila Kelley) è introversa, silenziosa, solitaria, ha un rapporto incestuoso con il fratello che si sta per sposare ed è decisa a risolvere questa sua situazione; Jessie (Charlotte Ayanna) è una lolita melliflua ed irresistibile, usa il suo corpo per sedurre ma non ha ancora la maturità necessaria per saperlo gestire, il suo sogno è cantare ma per adesso ha trovato solo un ragazzo che la riempie di botte.
Radford tende a sporcare, a stropicciare, ad imbruttire. Alterna ingenuità a rudezza, purezza a perversione, poesia a violenza. A volte si perde in lungaggini che sbilanciano il vero senso del film (personaggi come il killer russo o il capo del locale e le storie ad essi collegati sembrano appiccicate all'ultimo momento) ma nello stesso tempo ci sono momenti (come l'incontro nel camerino tra Jasmine che piange e legge le sue poesie e la pornostar Nico che la ascolta e condivide la sua tristezza e il finale aperto di ciascuna delle storie delle cinque donne) che rivelano un tocco poetico da vero maestro.
Imperfetto, troppo lungo, un po'lento ma nel complesso ben girato (con riprese sghembe e parziali che evitano il nudo frontale e il primo piano), ben montato (dal nostro Perpignani che sa il fatto suo) e ben recitato (la Oh, la Hanna e la Tilly surclassano il resto del gruppo).

Marco Catola