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DA QUANDO OTAR E' PARTITO Titolo originale:
Depuis qu'Otar est parti
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| Georgia.
Oggi. Una figlia. Una madre. Una nonna. Tre donne. Tre vite. Tre generazioni.
La figlia è ambiziosa e studia per andarsene un giorno da casa. La
madre si sente sola e non ha mai abbastanza soldi per tirare avanti. La
nonna vive nell'attesa di sapere notizie del figlio che si è trasferito
a Parigi (l'Otar del titolo). La loro famiglia è infatti di origine
francese ma tutte e tre vivono ormai da tempo in Georgia. Un Paese povero
e desolato che, resosi indipendente dal resto della Russia, sta attraversando
la crisi tipica degli Stati in via di ricostruzione. La notizia della morte
di Otar sconvolge madre e figlia che, non volendo far soffrire la nonna,
fingono che sia ancora vivo. Ma la vecchia vuole rivedere suo figlio e con
tutti i risparmi si paga il viaggio per Parigi. La verità non si
farà attendere ma il duro colpo permetterà a tutte e tre di
cambiare la propria vita. Vincitore della Semaine de la Critique allo scorso Festival di Cannes (e forse il film più bello dell'edizione 2003), Da quando Otar è partito ritrae con amorevole delicatezza tre donne alle prese con l'amore, il passato e la vita. Una visione della realtà secondo tre punti di vista diversi. Tre generazioni a confronto. La figlia che crede in sé e nei propri ideali di libertà e che, essendo all'inizio della vita, è piena di speranza e non ancora disillusa; la madre che invece ha creduto in quegli stessi ideali ma ne è stata sopraffatta e vive adesso senza sogni consapevole di aver fallito in tutto; la nonna che invece è rimasta legata al passato, ad una realtà anacronistica che è la causa di tutti i disastri sociali, politici ed economici di oggi ma che, non sapendo rapportarsi al presente, vive solo in funzione della famiglia. Una bugia d'amore è il pretesto per svelare un mondo di contraddizioni e di ingiustizia. Otar è laureato in medicina ma per fuggire dalla miseria della Georgia è andato a Parigi a lavorare come operaio e ha trovato la morte cadendo da un'impalcatura. E Otar è uno dei tanti. Come sua madre, sua sorella e sua nipote sono alcune delle tante che quotidianamente vedono morire i propri cari lontano da casa. Un film fatto col cuore. Senza retorica. Senza patetismi. Una storia semplice. Ma struggente, sentita, vera. Impressionante prova delle tre attrici georgiane, in particolare della nonna che ha novant'anni (ed ha cominciato a recitare a 84 anni nel precedente film della Bertuccelli "Voyage"!!!) e riesce ad essere talmente credibile da far pensare che non sia un'attrice ma la vera mamma di Otar (sfido anche il più cinico a restare indenne al momento della scoperta della morte del figlio!). La regista è stata per molti anni collaboratrice di Otar Iosseliani e si vede! Marco Catola |
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