|
I demoni
esistono davvero o sono solo frutto della fantasia? Sono entità
a sé stanti o proiezioni della mente? Sono creature reali o immagini
partorite dall'inconscio? Glenn Standring, eclettico regista neozelandese
(come Peter Jackson e Jane Campion), non sembra molto interessato a spiegare
l'enigma nonostante il titolo originale (L'inconfutabile verità
sui demoni) faccia pensare il contrario. Anzi sembra divertirsi a confondere
le idee mescolando incubo e realtà, vita e sogno, allucinazioni
e morte. Non c'è nessuna verità sui demoni o meglio nel
film di questa verità non si parla.
Demoni è uno horror metropolitano psichedelico ed allucinato con
incursioni dark-leather-freak, retto da una solida sceneggiatura (dello
stesso regista peraltro) che spazia da clichés abbastanza scontati
(lotta tra bene e male, angeli, demoni, eroi) ad ambientazioni rivisitate
in stile cyberpunk, da trattati antropologici a rituali magico-religiosi,
da manuali psicoanalitici ad iniziazioni sciamaniche, a volte macchinosa
ed oscura ma capace di trascinare lo spettatore in un vortice labirintico
tanto delirante quanto orrorifico.
Standring ha talento da vendere e alcune scene sono da urlo (la morte
di Celia che ricorda Suspiria, gli scarafaggi, veri!, che escono dalla
bocca, l'atmosfera dark che regna per tutto il film, le facce inquietanti
di tutti gli attori, l'umanizzazione dei demoni come in Fantasmi da Marte),
certo il tutto è un po' confuso, il ritmo è altalenante
e la fine lascia a bocca asciutta ma sinceramente rincuora sapere che
c'è ancora qualcuno in grado di rivisitare un genere defunto come
l'horror senza scadere nello splatter o nella black comedy ma creando
un cinema visionario che non assomiglia a nessun altro.
Marco Catola
|
|