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Brasile,1910.
Nel Sertao brasiliano,arido territorio del nord-est, Tonio, un ragazzo
di venti anni su ordine di suo padre deve vendicare la morte del fratello
maggiore, ucciso a causa delle solite beghe (originate spesso da questioni
di eredità terriera) tra famiglie, che allora erano molto di "moda"
e che si risolvevano a colpi di fucile, generando una catena infinita
di violenza. Sentimenti quali: il perdono, l'amore, la fraternità
non vigevano, ma l'onore era il "dio" portante di questa gente
che era soddisfatta solo dopo essersi vendicata. La storia che ci narra
Piccolo, o se lo si vuole chiamare Pacu, fratello di Tonio, è una
storia diversa: quella di un bambino che un dì incontra una "sirena"che,
alfine, lo porta con sé in fondo al mare.
La prima parte del film procede in modo lento e ci viene presentata la
famiglia Breves che nel cuore di una terra riarsa sopravvive faticosamente
tagliando canne, macinandole e traendone pani di zucchero da vendere a
poco prezzo nel villaggio vicino. Tutti: padre, madre, figli sono coinvolti
in tale lavoro massacrante.
E' la seconda parte che ci intriga di più: Tonio, con l'aiuto del
fratello minore, un bambino capace di intuire che al di là del
suo mondo angusto ne esiste un altro, e della giovane artista di strada,
Clara, della quale s'innamorerà, riuscirà a sovvertire le
regole crudeli che sembrano condannarlo a un breve destino. Egli scoprirà
che la vita non è fatta solo di odio e morte, ma anche di amore,
passione e di altre possibilità.
"Abril despedaçado" è tratto dal romanzo dello
scrittore premio Nobel albanese Ismail Kadaré "Aprile spezzato",ambientato
in realtà in Albania ,ed è girato dal regista brasiliano
Walter Salles, candidato a due Oscar con la sua ultima pellicola "Central
do Brasil"(1998) , nella sua terra d'origine in esterni reali (con
temperature medie attorno ai 40°). Gran parte del film si svolge proprio
di notte ed è fotografato in luce naturale, risultando molto suggestivo.
Il regista ha scelto un'atmosfera narrativa quasi fiabesca, dimostrando
quanto i temi della famiglia, dell'amore fraterno siano universali in
tutti i tempi e quanto siano insensati i temi dell'onore, della violenza,
dell'odio. Salles riesce a costruire una vicenda cruda, poetica, ispirandosi
contemporaneamente alle tragedie classiche di Eschilo ( spesso percorse
da faide familiari distruttive). Dirige con successo un ottimo cast misto
di attori professionisti e non attori tra cui il giovane Pacu ( Ravi Ramos
Lacerda ) e Clara ( Flavia Marco Antonio ) che provengono rispettivamente
dal teatro di strada e dal mondo del circo e che contribuiscono a creare
un film emozionante e pieno di fascino.
Grazia Monteleone
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