LA DOCCIA

Regia: Zhang Yang
Sceneggiatura: Zhang Yang, Liu Fen Dou, Huo Xin, Diao Yi Nan, Cai Xiang Jun
Cast: Zhu Xu, Pu Cun Xin, Jiang Wu, He Zheng, Zhang Jin Hao, Lao Lin, Lao Wu
Fotografia: Zhang Jian
Montaggio: Yang Hong Yu
Musiche: Ye Xiao Gang
Origine: Cina, 2002
Durata: 92'


La doccia è un film sul bagno pubblico che ricorda, per l'ambientazione, il giapponese Mizu no onna (La donna dell'acqua) di Hidenori Sugimori e, per il tema del public toilet come centro della vita quotidiana, il coreano Ren min gong che di Fruit Chan, entrambi visti allo scorso festival di Venezia. Ma la doccia è anche un film sul tempo che passa e non risparmia nessuno, neppure una società antica, come quella cinese, che non vuole cedere di fronte all'evoluzione dei costumi e preferisce restare legata alle sue tradizioni millenarie, ma che si trova a fare i conti con la modernizzazione tecnologica e la progressiva globalizzazione.
Il bagno pubblico come luogo di sospensione del tempo. Qui convenzioni, regole e usanze sono sempre le stesse. Qui tutti sono uguali. Senza vestiti, senza maschere e senza ruoli. Non esistono gerarchie: poveri e ricchi, giovani e vecchi, belli e brutti si riuniscono per un massaggio ed un bagno caldo. E allora c'è chi fugge dalla moglie, chi scappa dai creditori, chi dorme nella vasca, chi canta sotto la doccia, chi gioca con i grilli. Un coacervo di personaggi e di situazioni che fa da sfondo ad una storia parallela che coinvolge il vecchio proprietario del bagno pubblico e i suoi due figli, un tenero ritardato che non ha altri al mondo che il padre e uno yuppie rampante che ha sempre vissuto lontano dalla famiglia ma che forse è meno distante dal cuore dei suoi parenti di quanto possa pensare.
La scena iniziale di un uomo che entra in una doccia pubblica automatizzata e modernissima in cui si lava come una macchina in un autolavaggio prelude alla inevitabile trasformazione della società cinese, che rende l'uomo sì libero ma anche sempre più solo.

Marco Catola