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EL
BOLA
Regia: Achero
Mañas
Sceneggiatura: Verónica Fernández, Achero Mañas
Cast: Juan José Ballesta, Pablo Galán, Alberto Jiménez,
Manuel Morón,
Ana Wagener
Durata: 88'
Origine: Spagna, 2000
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El Bola (letteralmente
il "Biglia") è il nomignolo con cui tutti chiamano Pablito,
un ragazzino di dodici anni (in apparenza) come tanti altri. Ha la sua
compagnia di amici dai nomi curiosi (Spatola, Spazzola, Zorro, Rosso,
Cobra) e con cui gioca sui binari del treno locale, va a scuola regolarmente,
è vivace e bisognoso d'affetto come tutti i ragazzini della sua
età. Ma solo in apparenza perché dietro questa facciata
di "normale" quotidianità si nasconde il dramma: il padre
gli usa violenza fisica e psicologica. La situazione peggiora finché
non arriva in città un nuovo bambino che con la sua amicizia e
la sua famiglia piena d'amore gli darà la forza di ribellarsi e
di cambiare vita.
Achero Manas, che con questo film ha vinto quattro Goya spagnoli e il
premio come miglior regista esordiente allo European Film Award, soffre
di "schizofrenia" artistica. E' come se ci fossero due Achero
Manas: uno che descrive le dinamiche socio-spirituali che stanno alla
base dei giochi e delle amicizie infantili come farebbe un vero bambino
(ed in questo il film è di una rara ed impressionante verosimiglianza!),
l'altro che cuce attorno a "Biglia" il mondo violento ed insensibile
degli adulti proprio come farebbe un uomo cresciuto, quale in realtà
Manas è (ed in questo forse il film somiglia a tanti altri e perde
la sua innata spontaneità).
La visione dicotomica che ne esce è decisamente impari ma in ogni
caso rivela un rispetto inconsueto per i sentimenti dei bambini, trasuda
passione per un mondo (quello infantile) troppe volte trascurato o visto
con gli occhi dei grandi e scalda il cuore di tutti quegli adulti ormai
cresciuti ma che non hanno dimenticato di essere bambini dentro. Inutile
dire che i piccoli protagonisti ("Biglia" e Alfredo, il "nuovo")
rubano la scena ai grandi (anche se i loro due padri, uno, pieno d'affetto,
che fa il tatuatore e che tutti vorremmo avere come genitore, e l'altro
violento ed ottuso che nessuno vorrebbe avere, sono due belle maschere
moderne) e valgono da soli il prezzo del biglietto.
Marco Catola
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