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EMMA
SONO IO
Regia Francesco
Falaschi
Cast:Cecilia Dazzi, Elda Alvigini, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini,
Nicola Siri, Luigi Diberti, Claudia Coli
Sceneggiatura: Francesco Falaschi e Stefano Ruzzante
Fotografia: Patrizio Patrizi
Montaggio: Paola Freddi
Musiche: Andrea Guerra
Origine: Italia, 2002
Durata: 86'
Sito: www.emmasonoio.com
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Cosa succede
se una ipomaniaca smette di colpo di curarsi col litio? Un bel casino!
Ma qualcuno ha detto che è solo dal caos che può nascere
l'ordine
Regista di spot e di documentari (è stato premiato tra l'altro
con il David di Donatello 1999 per il cortometraggio "Quasi fratelli"),
autore del Castoro su Jonathan Demme (!!!) e collaboratore di Segnocinema
(!!!), Francesco Falaschi esordisce al cinema con una commediola agrodolce
e strampalata, difficile da catalogare. Alla base del film un tema che
di comico ha ben poco, una stranissima malattia dell'umore caratterizzata
da sbalzi incontrollabili di euforia e di iperattività, nota col
nome di ipomania unipolare. La malattia è in realtà un pretesto
per scandagliare tutto un insieme di certezze, ipocrisie e maschere che
regnano sovrane nella vita quotidiana. La malattia come sconvolgimento
dell'equilibrio. Una malattia paradossalmente "non malattia".
Una malattia che cura. A volte chi sta male riesce a curare più
gli altri che se stesso. L'ipomania porta ad un'aggressiva sincerità,
ad un vivere tutto "fuori" senza tenersi niente dentro, ad uno
scoperchiamento esplosivo dei sensi. L'uragano emozionale della malattia
ammorba tutti ma li rigenera pure. Lo stato alterato della mente è
benefico e non malsano. L'anima divisa in due sdoppia anche quella degli
altri, smantellando le corazze dei flussi emozionali e smascherando l'impotenza
sentimentale di un mondo ben ordinato in superficie ma confuso e scostante
in profondità.
Marco Catola
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