FAME CHIMICA

Regia: Paolo Vari e Antonio Bocola
Interpreti: Marco Foschi, Matteo Gianoli, Valeria Solarino, Teco Celio, Umberto Terruso
Sceneggiatura: A. Bocola, Gianfilippo Pedote, Cristina Proserpio, Francesco Scarpelli, P. Vari
Fotografia: Mladen Matula
Musiche: Luca Persico "Zulù"
Produzione: Coop. Gagarin/Fame chimica
Distribuzione: Lucky Red
Origine: Italia/Svizzera, 2003
Durata: 97'
Link: www.famechimica.com



Milano. In un quartiere della periferia, due giovani amici, Manuel e Claudio, continuano a frequentarsi nella Piazza Yuri Gagarin dove si sono conosciuti da bambini, anche se le vite che conducono sono diverse: uno vive facendo il "pusher", mentre l'altro cerca di mantenersi con un lavoro onesto ma mal pagato. La profonda amicizia sembra sgretolarsi quando compare una ragazza, Maya, di cui entrambi s'innamorano. Le tensioni sociali esplose nel frattempo attorno alla piazza li vedranno uniti in un momento molto drammatico.
Presentato in concorso alla 60ma Mostra del cinema di Venezia nella sezione "Nuovi Territori" (2003), "Fame chimica" è la ripresa del mediometraggio docu-fiction omonimo vincitore del premio Filmmaker nel 1997 ed ora trasformato in un lungometraggio per portarlo oltre il circuito dei centri sociali, delle associazioni ed entrare anche nelle sale cinematografiche. Cinque anni per riproporre una storia che forse aveva più valore nella sua prima veste e che invece adattata al grande schermo perde in originalità, eguagliandosi ai vari film sui giovani di oggi. La Piazza Yuri Gagarin nella realtà non esiste, ma si potrebbe trovare nella periferia di una qualunque metropoli europea. Qui tra gli "zarri", i cosiddetti ragazzi del quartiere, s'incrociano le storie dei protagonisti del film, Claudio e Manuel, che fanno parte di un gruppo di giovani che ogni giorno si ritrova sulle panchine vicino ai giochi per bambini. La piccola piazza è una sorta di mondo in miniatura in cui le tensioni sociali e razziali accendono violenze di ogni genere. I due ragazzi si troveranno a fare i conti con la realtà delle periferie, delle sostanze stupefacenti, delle violenze, delle lotte tra cittadini che dietro l'aspirazione di preservare e migliorare il territorio comune nascondono i propri disagi e pregiudizi nei confronti degli extra-comunitari. L'arrivo inaspettato di Maya sembra rompere la loro amicizia, ma con le sue idee ed iniziative finirà per coinvolgerli. I due neoregisti, oltre ad alcuni mediometraggi e documentari (Lavoro in corso, Le mani sulla vita), vantano un'ampia esperienza nel campo della pubblicità. "Fame chimica" descrive un quartiere emarginato e periferico, con la sua gente, le sue dinamiche, dove sullo sfondo restano i due protagonisti che vivono in balia degli eventi. La storia ha un ritmo lento e spesso risulta poco coinvolgente e labile. Interessante invece la soluzione di sottolineare l'aspetto sociale del film tramite la colonna sonora di Luca Persico "Zulù", che entra in scena e, come una sorta di corifeo moderno, esprime e commenta le azioni della tragedia.

Grazia Monteleone