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FATE COME NOI Regia: Francesco
Apolloni
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| Due
episodi, stessi protagonisti. Il Bove è un ventitreenne dal fisico
robusto e vestito bene, a cui sembra riuscire tutto facile, soprattutto
con le donne. Il suo amico Pechino, invece, è un diciottenne insicuro
che deve già fare i conti con la vita. In due giornate importanti,
Ferragosto e la vigilia di Natale, i due fanno involontariamente da filo
conduttore tra una nonna e suo nipote e tra una bambina e sua madre. Cosa si può dire di un film girato tra il '99 e il 2000, uscito solo ora nelle sale dopo essere stato rifiutato a lungo dai distributori? Sicuramente che è un'opera fortemente voluta dal regista, che ha lottato non poco affinché la sua creatura potesse vedere la luce. Ironia della sorte, mentre si cercava disperatamente chi si occupasse della sua uscita, il film faceva incetta di premi nei vari festival, compreso un Globo d'Oro 2003 da parte della stampa estera. Lasciata da parte l'istintiva simpatia per le vicissitudini che "Fate come noi" ha dovuto affrontare, va detto che il film ispira molta tenerezza. Perché è stata l'ultima interpretazione di Pupella Maggio, così piccola e così intensa, perché affronta tematiche come la solidarietà contro la solitudine e perché lo fa con uno stile fresco ed attuale, rendendo la periferia di Roma (Tor Bella Monaca, per la precisione) un luogo in cui le differenze sociali si azzerano e le persone, unite dal bisogno dell'altro, scoprono di non essere poi tanto distanti. Un luogo in cui si può ancora credere che le fate realizzino i desideri. Dopo il piacevole "La verità vi prego sull'amore", Francesco Apolloni conferma di saper ben dirigere il cast, composto da volti noti del cinema e della tv, tutti credibili e a loro agio, con un plauso speciale per Mauro Meconi e per la giovane Arianne Turchi, che nel secondo episodio danno vita ad una storia d'amicizia dolce e quasi magica. Simona Ottavo
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