La felicità non costa niente

Regia: Mimmo Calopresti
Sceneggiatura: Francesco Bruni; Mimmo Calopresti
Interpreti: Mimmo Calopresti; Fabrizia Sacchi; Vincent Perez; Francesca Neri
Origine: Italia 2002
Durata: 90'
Sito ufficiale: www.luckyred.it

Sergio si ritiene "un vincente", architetto di successo, una moglie attraente, una bella casa con una veduta stupenda su Roma, pochi amici ma affezionati e una relazione extraconiugale con una ragazza più giovane di lui. Un incidente automobilistico lo costringe ad analizzare la propria vita, a raffrontarsi con i conformismi sui quali è costruito il suo piccolo mondo borghese, facendo scatenare le troppe incoerenze che il benessere e le buone maniere tendono a celare. Nell'isolamento, nella solitudine della sua casa, Sergio cerca delle risposte in modo così ossessivo che il lavoro, persino la compagnia del figlio e quella della giovane amante diventano per lui un peso insopportabile. Alla lettura alterna lunghe passeggiate tra i vicoli di una Roma bellissima anche se quasi irriconoscibile e conosce Sara, disorientata come lui, con la quale crede, per un breve periodo, di aver trovato la felicità. Il ritorno alla realtà è brusco, una grave emorragia interna, un intervento chirurgico d'urgenza, per salvarlo dalla morte, che gli permette di rivedere, anche se soltanto nel sonno artificiale dell'anestesia, Gianni, un operaio della sua impresa di costruzioni, morto a causa di un incidente sul lavoro per il quale Sergio si sente profondamente in colpa. Gianni lo rassicura, lo spinge a non arrendersi, a ricominciare a vivere. Calopresti torna, dopo Preferisco il rumore del mare, a scavare nella facciata appagata e fatua della borghesia italiana, ma questa volta il discorso è più individuale, anche se la vicenda è narrata in prima persona dai personaggi principali, la moglie e il suo migliore amico Francesco, è esclusivamente Sergio al centro della narrazione, un ruolo da protagonista assoluto che però il regista non riesce a rendere al meglio. La sceneggiatura, scritta a quattro mani da Calopresti con Francesco Bruni ha, purtroppo, nella superficialità di alcuni dialoghi il suo punto debole, affidata a frasi come "i soldi fanno male" "dobbiamo fermarci a godere delle cose belle" e "la ricetta dell'amore non esiste" la rappresentazione del percorso, che ognuno di noi deve affrontare per raggiungere la felicità, rimane imprigionata in un'astrazione fin troppo banale. Buona la scelta delle musiche da "What a wonderful world" nella versione di Joey Ramone, ai due pezzi degli Avion Travel, il cui cantante, Peppe Servillo, offre anche il volto e la voce a Gianni.

Anna Lai